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Misterbraun
IO SONO SOLO LEGGENDA
 
 
 
 
           
       

MISTER da mistero BRAUN = marrone (colore della terra e del fango) SOPRA IN COPERTINA LA PECORA VALENTINA CON IL PAPA, IL PRESIDENTE E SABRINA FERILLI.

 
6 settembre 2015

LETTERA AL PAPA

Caro Papa Francesco, non si può affrontare un Giubileo lasciando Roma in mano ad amministratori imbecilli, sostenuti da partiti ladri, collusi alla mafia ed eletti dal popolo ignorante, con un sindaco che sposa gi omosessuali in spregio alla fede, oltrepassando la legge e i diritti umani. E' il successore di Pietro che deve dettare legge a Roma. Tu hai due chiavi, incompatibili tra loro per la stessa Parola di Colui che dici di amare. Ma così non potrai mai acquisire quella "infallibilità pontificia" tanto necessaria a chi ci deve guidare nell'avvicinamento al cielo. Una sola delle due chiavi è quella di Pietro, non credi sia venuto per te il momento di cedermela? Solo così io potrò liberare Roma dai ladri e renderti libero di assolvere pienamente al tuo ruolo quale detentore dell'altra delle chiavi, quella Celeste. Dai finalmente ascolto e riconoscimento al messaggio della Madonna delle Ghiaie di Bonate (nella cui immagine siamo, forse, proprio noi due rappresentati come piccioni neri) e vedrai che il percorso di Roma sarà finalmente in discesa rispetto a questo apice di disumanità che ha raggiunto coinvolgendo tutto il mondo occidentale. (Valentina Braun)


25 agosto 2015

I PARTITI E LA BIBBIA

La Bibbia è la nostra memoria e può riportarci il giusto ricordo e con esso rimetterci su una via di rinascita. Come Israele fu condotto da Mosè nel deserto, così noi dovremmo lasciarci condurre da questi ricordi fuori dai luoghi in cui siamo prigionieri e fino a quella terra promessa di cui sappiamo poco o nulla. Noi oggi abbiamo dimenticato questa promessa del Signore come abbiamo dimenticato il Signore, Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe. Serve ritornare alle radici della memoria e della coscienza ed attraverso quelle raggiungere la libertà, sempre restando convinti che esiste la libertà. È dopo Abramo, Isacco e Giacobbe che la Bibbia ci narra di un primo partito nato tra 11 dei dodici figli di Giacobbe. Uniti in partito per la invidia e gelosia verso Giuseppe, il dodicesimo fratello. Questi infatti era il più dotato di virtù e il più amato. Riuscirono così a prevalere vendendolo come schiavo e facendolo passare per morto agli occhi del padre. Ci narra poi di un altro partito, quello fatto da uno dei figli di Gedeone, Abimelech, per prevalere sui suoi settanta fratelli. Forte del fatto di avere per madre una abitante di Sichem, riunì in partito parenti e amici acquisiti tramite il ramo materno per farsi aiutare ad uccidere gli altri fratelli e diventare re senza altri pretendenti. Due casi diversi tra loro eppure straordinariamente meritevoli di attenta riflessione. Forti sono le analogie con i partiti moderni: stessa ambizione di potere, stessa gelosia verso le persone più capaci e dotate che, oggi come allora, vengono eliminate ed escluse. Sono sempre i mediocri e gli ambiziosi ad avere bisogno di crearsi o di avvalersi dei gruppi a sostegno in modo rendere inefficace quella verità che li vedrebbe perdenti nel paragone con altri maggiormente dotati di talenti e virtù e presumibilmente più idonei per fare da guida. Da allora una storia che sembra ripetersi. Si può dire che i fratelli di Giuseppe furono i precursori del comunismo, dove grazie ai partiti prevale la massa ignorante, e Abimelec del fascismo e del nazismo, dove grazie alla massa ignorante prevalgono i personaggi più arditi e capaci di ingannarla, manipolarla e sfruttarla. E sono i partiti oggi a escluderci, a dividerci, noi “fratelli d'Italia”, e a sommergerci in un intrigo di meschinità nella presunzione d'essere indispensabili per il raggiungimento della libertà. Una libertà che invece tramite loro, minoranze di mediocri prevaricatori, mai potrà esserci e bene ne erano consapevoli coloro che resero nel 1948 grande testimonianza di sapienza umana mediante la stesura di quella Dichiarazione Universale che, evidentemente riconoscendo i gravi danni provocati proprio dai partiti, dette definizione chiara al termine “democrazia” facendone un “bene universale” irrinunciabile appartenente a ciascun individuo e non ai partiti o associazioni di qualunque specie. Un bene che però, a poca distanza di anni, sembra dimenticato e prova ne è l'assurdo comportamento di questi partiti, ladri del diritto e della democrazia, delle loro assurde leggi e della mancanza di consapevolezza nei cittadini d'essere loro vittime e prigionieri. Quella consapevolezza che sarebbe primo passo verso la libertà e..... La libertà esiste. Noi lo sappiamo e possiamo, giudicando dai frutti (come la Bibbia invita a fare) e non dalle chiacchiere, acquisire quella consapevolezza e renderci conto che così, grazie ai partiti, ancora non siamo liberi e ancora “non siam popolo, perché siam divisi”. Valentina Braun http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/79222/marco-da-prato/


28 marzo 2014

AGGIORNAMENTO

I LIBRI DI VALENTINA BRAUN:

SU http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/79222/marco-da-prato/


15 settembre 2009

MADONNA DELLE GHIAIE (13)

 

13^ apparizione

Mercoledì 31 maggio 1944

Diario.

La Madonna in questo giorno apparve alle otto di sera; vestiva come nella prima apparizione; sorrideva, ma non era il sorriso bello come nelle altre sere, però la sua voce era soave. Mi disse: “Cara figliola, mi dispiace doverti lasciare, ma la mia ora è passata. Non sgomentarti se per un po' non mi vedrai; pensa a quello che ti ho detto; nell'ora della tua morte verrò ancora. In questa valle di dolore sarai una piccola martire. Non scoraggiarti, desidero presto il mio trionfo.

Prega per il Papa e digli che faccia presto, perché voglio essere premurosa con tutti in questo luogo. Qualunque cosa mi si chiederà, io la intercederò presso il Figlio mio.

Sarò io la tua ricompensa, se il tuo martirio sarà degno. Queste mie parole ti saranno di conforto nella prova. Sopporta tutto con pazienza perché verrai con me in Paradiso. Quelli che volontariamente ti faranno soffrire non verranno in Paradiso se prima non avranno riparato e non si saranno pentiti proprio di cuore.

Sta' allegra, che ci vedremo ancora, piccola martire.

Sentii un dolce e soave bacio posarsi sulla mia fronte poi, come le altre sere, scomparve.


 

E qui, su questo saluto finale, ci sarebbe da scrivere pagine.

Ma io sono solo un piccolo uomo di mondo e al momento ritengo il mio compito finito. Come piccione viaggiatore ho consegnato il messaggio; lascio ad altri ogni ulteriore considerazione e, in particolare, al Vescovo di Bergamo: “voglio essere premurosa con tutti in questo luogo” e al Papa: “Prega per il Papa e digli che faccia presto”. Sono loro infatti i destinatari unici di quel segreto riportato da Adelaide, loro ad avere quindi un vantaggio, anche su di me.

Del resto, per quanti sforzi possa fare per accontentare questa eccezionale donna non potrei mai essere all'altezza di coloro che dedicano la loro vita in castità e purezza al suo amatissimo figlio, sposo della chiesa che essi rappresentano. Come risulta dalle parole che sopra ho evidenziato spetta al Papa la parola (qualcosa dovrà pur fare per eliminare le contraddizioni di cui sembra responsabile la sua chiesa). Io non posso, per ora, fare altro che aggiungere la mia preghiera a quella di Adelaide e sfruttare le mie qualità di uomo di mondo per indurlo a fare presto.

Faccio perciò presente, a lui e a tutti, che:

* i numeri usciti al superenalotto giovedì 30 luglio sono fatto eccezionale. Una serie di numeri così straordinariamente pertinenti da indurre alla riflessione tutti, un segno non solo per il Papa;

*Un Papa che prega anche lui come tutti e dice “Venga il tuo regno SIA FATTA LA TUA VOLONTA' così in cielo come in terra” deve per primo saper riconoscere i segni, adoperarsi per capire e agire per la realizzazione di quella volontà – e qui si dice “presto”;

*SONO COLORO CHE NON COMPRENDONO (vedi 12^ apparizione) a causare le sofferenze di Adelaide (e di Maria) per cui chi volontariamente non vuole comprendere, volontariamente la fa soffrire e qui si dice, per loro, che: “non verranno in Paradiso se prima non avranno riparato e si saranno pentiti proprio di cuore”. Inutile perfino pregare se non riparano e si pentono di cuore.


 

DAL MOMENTO CHE, se è vero quello che dico, NESSUNO ad oggi HA COMPRESO ADELAIDE, nessuno, a parte me e Adelaide, può stare allegro. La Madonna mi ha messo in mano un potere ricattatorio (a fin di bene) tale da poter vincere tutti. Salvo non vogliate fare la fine di quelli che lei chiama “poveri peccatori”, io ho la vittoria in mano. Semplicemente basta che chi legge questo messaggio voglia rimediare coi fatti e andare in Paradiso. Voi..........?


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12 settembre 2009

MADONNA DELLE GHIAIE (12)

 

12^ apparizione

Martedì 30 maggio 1944

Diario.

In questa apparizione la Madonna mi apparve vestita di rosa col velo bianco; non aveva i colombi tra le mani e attorno a lei vi erano solo gli angioletti. Con un sorriso più che materno mi disse: ”Cara bambina, tu sei tutta mia; ma pur essendo cara al mio cuore, domani ti lascerò in questa valle di pianto e di dolore. Tu mi vedrai ancora nell'ora della tua morte e, avvolta nel mio manto, ti porterò in cielo. Con te prenderò pure quelli che ti comprendono e soffrono”.

Mi benedì e se ne andò più lesta delle altre sere.


 

È in questo giorno che Adelaide ebbe dalla Madonna notizia, non riportata dal suo diario, di un fatto straordinario che sarebbe avvenuto a due mesi da quella data, di giovedì e che avrebbe determinato quel cambiamento da Lei auspicato. Quello il motivo per cui io, cadendo questo anno di giovedì la data del 30 luglio, cioè a due mesi esatti dal 30 maggio, l'ho atteso. Come ben sa chi segue le pubblicazioni sul mio blog, ho anche preventivamente indicato il modo in cui questo avrebbe dovuto manifestarsi; come un patto con Maria: se fossero usciti numeri al superenalotto, tali da dare una conferma alla mia interpretazione dei suoi messaggi alle Ghiaie, io ne avrei dato risalto con una pubblicazione sulle apparizioni (quel giorno il superenalotto era sotto i riflettori per l'eccezionale alto premio).

Ho anche giocato, ma i numeri sono andati addirittura oltre quello che prevedevo, confermando, con maggiore precisione di quanto mi potessi aspettare, il mio pensiero (vedasi le mie ultime pubblicazioni di luglio sul mio blog). Sarà suggestione, ad ogni modo, per dovere e in onore a questa donna rispettosa e credente in noi e nelle nostre capacità di uomini, liberi anche di sbagliare, con oggi ho quasi terminato la pubblicazione pattuita, resta solo un giorno da commentare. Un atto dovuto.

Nelle due apparizioni precedenti era la coppia (n.2) nelle mani della Madonna ad attirare attenzione, oggi solo gli angioletti (n.8). Non poteva che essere così: Maria ha già detto tutto quello che aveva da dire e porta al penultimo incontro quegli 8 angioletti sui quali si concentra il peso maggiore della metamorfosi da lei auspicata: 8 come le chiese. 8 spose riconosciute di Cristo in una stessa famiglia che, rendendo tutti fratelli, possano trasformare questa valle di pianto e di dolore” in una felice anticamera di paradiso.

Confermata dai numeri anche quella particolarità di una delle chiese, quella “sulla pietra”, fatta cioè per assolvere compiti più umili e provvedere alle necessità spicciole e terrene, necessariamente guidata da 2 persone, magari meno belle, ma adatte all'incarico. Una coppia, un uomo e una donna figli di questo mondo (Infatti i figli di questo mondo, nei loro rapporti con gli altri, sono più astuti dei figli della luce. - Luca XVI, 8). Il numero 2 della coppia esce infatti il 30 luglio in contrapposizione proprio al n. 84: 2 i capi di quella chiesa, 84 i capi delle altre 7, previsti in numero di 12 ciascuna, così come stabilì Gesù (12 x 7 = 84).

Ognuno vede come vuole vedere, ma la mia vita è fatta di numeri. I numeri per me sono realtà, non opinione, non mentono. Tutti i numeri usciti il 30 luglio hanno un significato legato al messaggio, perfino il Jolly e il SuperStar. Quel 68, per esempio, che vede il 6 del diavolo accanto alle 8 chiese, trova proprio li a Ghiaie conferma puntuale e precisa, perfino sull'altare della chiesa:

http://www.alispezzate.it/Newsletter.htm

Numeri del resto li ha già dati Adelaide in maniera apparentemente troppo intelligente per una bimba di 7 anni: proprio il 13 maggio la prima apparizione, pausa di 7 giorni di preghiera e penitenza, 3 volte “preghiera e penitenza” (come 3 volte “penitenza” nel 3° segreto di Fatima e non poteva saperlo), 13 incontri, 2 piccioni neri, 2 colombi scuri, 2 colombine, 2 colombi bianchi, 8 angioletti e proprio il 31 maggio, ultimo giorno del mese mariano, il saluto finale.

Oltre a richiamare ancora al valore della purezza e castità, rappresentato dal velo bianco, evidentemente essenziali per essere degni affidatari e gestori con pieni effetti della ricchezza vera (tra cui la capacità di rimettere i peccati – e quindi di guarire), Maria si presenta oggi vestita di rosa, colore di femmina. Ancora grande rispetto, umiltà e intelligenza (dopo la impertinenza squalificante nel 3° giorno, rimediata e sanata - per me pienamente - alla decima apparizione, la sua linea di intervento risulta ineccepibile, una donna perfetta). Non giudica gli uomini, non insegna né si permette di rimproverare, ma, utilizzando quelle facoltà tutte femminili di incidere nel comportamento dell'uomo lo induce alla riflessione:”Con te prenderò prenderò pure quelli che ti comprendono e soffrono”. Un'accusa implicita a chi non comprende, responsabile delle sofferenze di Adelaide e di coloro che invece la ascoltano e comprendono.


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10 settembre 2009

MADONNA DELLE GHIAIE (11)

 

11^ apparizione

Lunedì 29 maggio 1944

Diario.

Anche in questa apparizione la manifestazione della Madonna fu preceduta da due colombi e dal punto luminoso. Fra le mani della Madonna ci sono due colombi dalle piume scure, e sul braccio la corona del rosario. La Madonna mi sorrise e mi disse:”Gli ammalati che vogliono guarire devono avere maggiore fiducia e santificare la loro sofferenza se vogliono guadagnare il Paradiso. Se non faranno questo non avranno premio e saranno severamente castigati.

Spero che tutti quelli che conosceranno la mia parola faranno ogni sforzo per meritarsi il Paradiso. Quelli che soffriranno senza lamento otterranno da me e dal figlio mio qualunque cosa chiederanno. Prega molto per coloro che hanno l'anima ammalata; il mio figlio Gesù è morto sulla croce per salvarli. Molti non capiscono queste mie parole, ed è per questo che io soffro”.

Mentre la Madonna portava la mano alla bocca per mandarmi un bacio, con l'indice e il pollice uniti, due colombine svolazzarono intorno ed accompagnarono la Madonna mentre si allontanava.


 

Poco da dire riguardo alle parole della Madonna. Limpide e concise, riportano verità e istruzioni che già dovrebbero presumersi ben chiare e conosciute da ogni individuo che si dichiari cristiano. Eppure ancora “Molti non capiscono...”. Sembra, oggi, che anche le chiese siano frequentate da asini che ascoltano, ma scordano tutto all'uscita contraddicendo col comportamento quello che lì viene detto. Se non capiscono parole così semplici, figuriamoci il resto: simboli, colori, sottintesi.

In questa 11^ apparizione Adelaide vede due colombi scuri. Nella apparizione del giorno precedente dice invece che la Madonna tiene due piccioni neri, a ribadire il concetto già intuito riguardo alla metamorfosi purificatrice proposta per la Chiesa di Pietro, e il passaggio da un capo unico uomo a una coppia uomo-donna. Metamorfosi confermata per esempio anche dal colore viola degli abiti dei santi Matteo e Giuda, (il viola è infatti il colore della metamorfosi, della transizione penitenziale in liturgia, dell'arte, del mistero e della magia. Tradizionale della mistica, della spiritualità, nonché della fusione – rosso e blu - e fascinazione erotica; indica l'unione, la disponibilità intuitiva al cambiamento). Chiari anche i richiami nel suo abbigliamento all'Italia ed a Roma, sede di quella chiesa.

È per ispirazione interna che mi sono riconosciuto in uno dei piccioni neri, riconoscendomi al tempo stesso 3 volte peccatore, poiché il nero è colore maligno e quindi del peccato. Il secondo piccione nero potrebbe essere una donna del nostro tempo, una Sabrina Ferilli per esempio. Romana, artista (io scrittore lei attrice, cioè portatori di messaggi come i piccioni) di incredibile fama, 3 volte colpevole per gli stessi miei peccati: disprezzo del matrimonio, vanità e avidità nella professione, malizia nella ricerca dei piaceri. Il gallo oggi canta anche per lei; 3 volte rinnegata la fede, come me e come Pietro. Invitati, io e lei, per quanto sembri impossibile, ad assumere un ruolo preciso a Roma? San Giuda Taddeo del resto è anche il santo delle cose impossibili. Una spinta forte quella di Maria, amante di noi peccatori. Al caro Papa, che già ha ricevuto protezione da Maria, come lei stessa afferma, io direi quello che dicevo da bambino agli amici ricevendo io a mia volta un privilegio:”Una volta per uno in braccio alla Madonna!”.

Questi due colombi scuri di oggi, in contrasto ai piccioni neri di ieri e ai bianchi colombi che appaiono in cielo prima d'ogni apparizione, sembrano volere indicare una coppia di sposi. Non neri, non peccatori quindi, ma nemmeno casti e puri, perciò non bianchi e quindi senza il privilegio di volare da soli in cielo. Hanno bisogno di mettersi nelle mani di Maria per elevarsi. Un chiaro riferimento alla importanza della castità per il regno dei cieli. Un invito a tutti gli sposi ad affidarsi a Maria.

Così, come tutti gli sposi credo, mi vedo anche in questa apparizione nelle mani della Madonna. Questa volta con mia moglie. Una impressione di apparente contrasto rispetto a quanto ispiratami da quella del giorno precedente, portatrice di incognite e insolite riflessioni. Ma Maria, donna straordinaria e capace di suggestionare, almeno me, sembra prevedere perfino i miei possibili dubbi, arriva subito in mio soccorso con quelle due colombine che svolazzano intorno: come non vederci altre due donne alleate? Una donna (la moglie) per gestire la famiglia, una per contrastare e combattere le iniquità dello stato e una (la Ferilli?) per guidare una Chiesa. 3 donne e ancora: famiglia, stato, chiesa. Chiederò di sposarle, ma, ammesso che si facciano riconoscere e dicano si, occorre prima una rivoluzione per farlo.

E la rivoluzione di Valentina, qui lo ricordo, comincia domani:

http://www.club.it/autori/effettivi/o-z/valentina.braun/indice-i.html


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8 settembre 2009

MADONNA DELLE GHIAIE (10)

 

10^ apparizione

Domenica 28 maggio 1944

Diario.

In questo giorno feci la mia Prima Comunione. Come le altre sere fui portata nel luogo delle apparizioni. Il punto luminoso apparve di nuovo: vidi la Madonna, gli angeli e due santi al fianco della Madonna. Nel colore delle vesti della Madonna c'era un riferimento alla nostra patria, nei colori della sua bandiera. Aveva infatti, benché sfumati in una luce paradisiaca, rosso il vestito, bianche le rose ai piedi, e verde il grande manto che con lo strascico lungo e leggero sembrava volesse raggiungere Roma. La Madonna mi disse:”Prega per i peccatori più ostinati che fanno soffrire il mio cuore, perché non pensano alla morte.

Prega per il Santo Padre, che passa momenti brutti; da molti è maltrattato e molti attentano alla sua vita. Io lo proteggerò ed egli non uscirà dal Vaticano.

La pace non tarderà, ma al mio cuore preme quella pace mondiale nella quale tutti si amino come fratelli. Solo così il Papa avrà meno da soffrire”

La Madonna aveva tra le mani due piccioni neri. Non mi rivelò il nome dei due santi che aveva vicino. Solo per ispirazione interna ebbi chiara intuizione dei loro nomi: San Matteo e San Giuda Taddeo.


 

Rispetto al primo ciclo di apparizioni della Sacra Famiglia, Maria assume in queste ultime quattro atteggiamento più aperto e confidenziale. Vede Adelaide dopo la sua prima comunione impartitale dopo sette giorni di preghiera e penitenza in osservanza agli insegnamenti. Lo sposo Cristo e la sposa Chiesa hanno insieme realizzato in lei il miracolo della fusione con il corpo di Gesù suo figlio.

Ma lo scopo di Maria, non è tanto quello di scambiare confidenze con Adelaide quanto di dare attraverso di lei indicazioni a tutti, anche agli uomini, fondamentali per i suoi progetti, verso i quali, lei donna, non può, per rispetto presentarsi e insegnare allo stesso modo (“...non permetto alla donna d'insegnare, né di dominare sull'uomo, ma voglio che stia in silenzio” - Paolo a Timoteo). Lo fa con una intelligenza e una capacità tutta femminile. Quella capacità naturale per cui le donne, formalmente ed apparentemente sottomesse e senza dominio, riescono a spronare e guidare gli uomini fino a determinarne azioni, successi e insuccessi. Congiuntamente meritevoli nel bene, corresponsabili nel male.

Questa apparizione mi colpì come fosse messaggio a me, uomo, personalmente diretto. Ma solo per quei numeri usciti al superenalotto giovedì 30 luglio 2009 trovo motivo e coraggio di esprimerli. Mettendo Matteo qui, subito dopo l'esploit di san Giuseppe nella precedente apparizione, Maria sembra volermi ricordare un secondo tradimento: pur di vivere in armonia nella società che mi circonda mantenendo pubblica considerazione e condizioni agiate, ho operato in osservanza a regole inique di economia, finanza e fisco favorendo furti e ingiustizie perpetrate a mezzo di leggi chiaramente partorite con mentalità di ladri e rinnegando così, come i commercialisti e operatori tutti, i miei principi cristiani. Anche San Giuda Taddeo, il santo dal grande petto e cioè dal gran cuore, presumibile sposo di famose nozze, da parte sua viene qui a ricordarmi un terzo tradimento: pur di godere dei piaceri futili non ho esitato nel cogliere occasioni in linea ai comportamenti e alla cultura del mio tempo, disponendomi facilmente anche al richiamo di femminili malizie e rinnegando così, come tanti miei contemporanei, quei principi cristiani che pongono nel cuore il piacere superiore rispetto ad ogni altro. 3 volte traditore, come Pietro. E' forse per me il “penitenza, penitenza, penitenza”?

Maria a Ghiaie sembra volere invitare a una svolta: dare maggiore spazio alle donne, sia nelle chiese sia in stati e famiglie, cosa che in effetti sta già naturalmente accadendo nella realtà. Ma a differenza di quanto nella pratica avviene richiama al rispetto della legge, e cioè di quella parola immortale di cui fu portatore il suo figlio Gesù: privilegio nella purezza e castità, sottomissione della donna. Ai due sessi, dunque, compiti, ruoli e funzioni diversi, seppure chiamati ad agire insieme, come fusi tra loro, con la medesima responsabilità.

E' la fine di Pietro singolo. Ormai vecchio e sofferente, protetto da lei affinché mantenga almeno il piccolo Vaticano, deve rassegnarsi e lasciare il potere temporale della sua Chiesa a un erede coadiuvato da una donna. Una coppia che Maria è disposta a tenere sul proprio petto, non obbligatoriamente casta e pura, visto il colore nero dei piccioni.

Non è però la fine del Papa a Roma che, anzi, liberato così di un fardello grave e portatore di sofferenza e con esso di quella contraddizione che lo rende primo traditore della legge (Non si può servire Dio e Mammona), potrà assolvere meglio al principale ruolo che gli compete e cioè quello di rappresentare Cristo sulla terra, riconoscendo, oltre alla Chiesa di Pietro, le 7 Chiese affidatarie della “ricchezza vera” (potere spirituale) e dando maggiore credibilità ed efficacia alla parola del Padre (Il titolo di papa, in effetti, deriva dal greco π?ππας 'pàppas', espressione familiare per "padre"), unica legge portatrice di pace. Un Papa finalmente credibile; un padre di tutti, dotato di “infallibilità pontificia” in grazia del rispetto alla Parola. In altre parole, come già visto, Maria chiede una famiglia unita dal rispetto verso un unico capo, con otto spose (chiese) e tanti figli tra loro fratelli, che si amino come fratelli: “solo così il Papa avrà meno da soffrire”.

 


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5 settembre 2009

MADONNA DELLE GHIAIE (Pausa)

 

Pausa apparizioni

dal 22 maggio al 27 maggio 1944

Diario.

Dal 22 al 27 maggio, come preannunciato dalla Madonna, non ci sono apparizioni. Adelaide è sottratta alla famiglia e viene portata – suo malgrado – presso le suore Orsoline di Bergamo. Rientrerà a Ghiaie di Bonate perché il giorno 28 maggio è per lei un giorno molto importante: la sua Prima Comunione.


 

E' talmente semplice e breve la portata dei messaggi che una pausa di riflessione di 7 giorni sembra esagerata. Ne ha bisogno però Adelaide, che si prepara alla comunione, ma lei è solo una bambina di 7 anni. Noi, uomini e donne adulti, in 7 minuti dovremmo cogliere tutto il senso di quelle verità, peraltro già enunciate e lette nelle scritture.

Sembra invece che 7 giorni siano bastati solo a lei, non agli adulti che anzi hanno iniziato subito ad infliggerle quella sofferenza preannunciata, senza altro motivo che non sia quello di volerla torturare. Non sono bastati 7 mesi e neppure 7 anni. Di sicuro si può solo dire che a distanza di quasi 70 anni queste verità sono state dette e ridette, lette e rilette, predicate e ripredicate da personaggi famosi, politici, papi, preti e monache, ma non c'è un segno nel mondo, se non in Adelaide e poche pecore bianche messe all'angolo, che siano comprese: il mondo va in tutt'altra direzione. Neanche 2.000 anni di riflessione sono bastati a capire quello che una bambina di 7 anni ha capito in 7 giorni.

Quello che oggi si dice e che si fa intorno a questi ormai lontani avvenimenti di Ghiaie è semplicemente vergognoso; bugie e scambi di accuse sono all'ordine del giorno Una vergogna parimenti spartita da tutti, compreso padri e madri di famiglia, stato e chiesa.

Quanto alla Sacra Famiglia?

Chiamarla famiglia per tanti è addirittura inesatto: Matrimonio non consumato, come dire NULLO, perfino per la Chiesa potrebbe approvare. Adelaide può dire quello che vuole.

Del resto la Chiesa di oggi non li sposerebbe nemmeno: Maria non aveva l'età.

Questo è quello che dissi al mio prete già più di trent'anni fa quando chiesi io di sposarmi. Mia moglie aveva sedici anni, lui non poteva farlo. Il Papa non voleva. (La sposai comunque prima che avesse 17 anni dopo l'approvazione del Tribunale di Firenze – come un tradimento di Pietro per me – pur di sposare dovetti infatti dare accettazione alla riforma del diritto di famiglia del 1976 rinnegando così, come tutti gli sposi di oggi, le mie convinzioni cristiane). Al Papa e alla Chiesa, che mi aveva obbligato rinnegandole prima di me, mandai gli accidenti (misteriosamente cominciarono a morire un Papa dietro l'altro),

Ad ogni modo questa Madonna della Famiglia sembra soprattutto richiamare al rispetto delle unioni tra uomo e donna, così come tra Cristo e Chiesa, nella osservanza ciascuno dei propri compiti e ruoli. Essenziale la supremazia dell'uomo sulla donna come quella di Cristo sulla Chiesa. Ma è la donna chiamata a determinare questa supremazia, la donna invitata a mettere sopra di sé l'uomo e a sostenerlo con tutta quella forza che solo lei donna possiede. Per quanto forte sia la stessa Adelaide, essa non potrà mai pretendere di superare e sostituire “l'uomo giusto”. Indispensabili e importanti però tutti e due, uomo e donna, con pari peso, perfino nelle chiese (questo sembra vogliano dire quegli otto angioletti equamente divisi tra il rosa e il celeste).

Perfino la Chiesa di Pietro, sembra avere dimenticato questa condizione di sposa sottomessa, peraltro prevista da quella giustizia immortale che va predicando, andando presuntuosamente oltre la parola infallibile dello sposo. Fissando regole (come nel matrimonio) a sua discrezione, magari anche per accordi di stato o semplice convenienza, si rende colpevole di insubordinazione e responsabile di un disastro familiare insinuando dubbi nei figli riguardo alla infallibilità della figura paterna, minandone la autorità e potestà, fino anche a spingerli a rinnegare il proprio Padre.

Se all'epoca di Adelaide c'era Hitler a condizionare il Papa, ora è lo stato a dettargli regole e mille altri, portandolo forse dove lui non vuole. Si creano così divisioni assurde: non una chiesa né sette, né otto, ma tante chiese, diverse tra loro a seconda degli aggiustamenti che si vogliono dare a quella unica parola e delle influenze che si vogliono ascoltare.

Una famiglia unita dal rispetto verso un unico capo. Quello sembra chiedere Maria.


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3 settembre 2009

MADONNA DELLE GHIAIE (9)

 

9^ apparizione

Domenica 21 maggio 1944

Diario.

Anche questa apparizione fu preceduta dai colombi e nel punto luminoso si manifestò la Sacra Famiglia, vestita come ieri, in mezzo ad una chiesa. Verso la porta principale c'era un asino color grigiastro, una pecora bianca, un cane dal pelo bianco con macchie marroni, un cavallo dal solito color marrone. Tutte e quattro le bestie erano inginocchiate e muovevano la bocca come se pregassero. Ad un tratto il cavallo si alzò e, passando vicino alle spalle della Madonna, uscì dalla porta e si incamminò sull'unica strada che conduceva ad un campo di gigli, ma non fece in tempo a calpestarne quanti voleva perché San Giuseppe lo seguì e lo riprese. Il cavallo appena vide San Giuseppe, cercò di nascondersi vicino al muricciolo che serviva di cinta al campo di gigli: qui si lasciò prendere con docilità e, accompagnato da San Giuseppe, lo seguì in chiesa dove si inginocchiò e riprese la preghiera.

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Se fosse la Madonna apparsa a me bambino con le parole rivolte ad Adelaide nella prima apparizione, io l'avrei probabilmente mandata a quel paese, magari a parolacce, come facevo con le suore che mi volevano ubbidiente e buono. Per quanto grande sia, la Madonna infatti è donna, rispettosa dell'uomo; mai avrebbe potuto con un maschio usare quel modo. Educa tuttavia anche i maschi, come ha educato Gesù, per renderli giusti. Non ordina, si serve, per rispetto, di visioni. San Giuseppe qui è d'esempio agli uomini: è lui a richiamare, Maria non si permette.

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Come uno stupendo fuoco d'artificio questa visione conclude il primo ciclo delle apparizioni a Ghiaie. Tanti i simboli e i significati che vi si possono ravvisare. Si potrebbero scrivere pagine e pagine.

In considerazione però che tale visione avviene a conclusione di un ciclo, non si può non fare riferimento ai precedenti messaggi e insegnamenti.

Il più forte dei messaggi, sia perché ripetuto tre volte, sia perché consolida e amplia un invito già espresso a Fatima, è quel “preghiera e penitenza”. Qui quattro animali pregano. Allora, se accettiamo che il motivo della ripetizione, sempre per tre volte, sia da attribuirsi alla particolare esigenza di dovere richiamare con forza tre particolari soggetti, quali dei quattro animali sono i destinatari più appropriati?

Sicuramente non la “pecora bianca” la quale prega, ma in quanto animale che segue per necessità e per natura la voce del pastore e oltretutto “bianca” (sicuro simbolo di purezza - quindi senza peccato), non può certo essere richiamata alla “penitenza”,

Per l'asino il discorso è diverso: Si dice “asino” a chi non impara. L'asino è anche un animale notoriamente testardo, non sempre pronto a rispondere agli ordini del padrone. Oltretutto questo che appare è di un grigiastro indefinito nell'ambiguità e comunque né bianco, né nero. Sembra animale ideale a rappresentare quegli uomini e donne, anche mamme, espressamente invitati nelle apparizioni da Maria a non commettere più “certi peccati”. Gente che crede, tanto di rivolgere a lei la preghiera, ma che poi all'atto pratico non segue le regole e non ascolta consiglio.

Quanto al cane, come animale rappresenta di regola la fedeltà. Il cane è animale ideale anche per aiutare il pastore alla guida del proprio gregge. Guida le pecore ai pascoli secondo la volontà del padrone così come i capi della chiesa guidano qui sulla terra il gregge di Dio. Impossibile non fare questa analogia. Uno di quegli inviti “preghiera e penitenza” sembrerebbe proprio rivolto a loro, capi delle chiese, e quelle macchie marroni ne darebbero anche chiara motivazione: colpevoli di essersi macchiati di marrone, colore della terra. La ricchezza ingiusta insieme a quella vera.

Il cavallo, in ultimo, a rappresentare potenza e forza. Marrone come la terra. Come non vederci i potenti capi politici della terra? Che davanti a tutti pregano e dietro le spalle calpestano diritti e i sentimenti più puri (gigli). Colpevoli di preoccuparsi ad esercitare dominio e procurare benessere terreno, invece di pensare al progresso vero di tutti, ignorando diritti e perseguendo obiettivi talvolta diversi e contrari a quelli che la religione impone.

La visione, così interpretata, sembra quindi accusare uomini e donne di una cattiva gestione delle tre istituzioni fondamentali: famiglia, stato e chiesa. Del resto appare chiaro fin dall'inizio che la volontà di Maria ed il fine della sua missione a Ghiaie è quello di richiamare a quella via di salvezza già indicata dal suo Gesù, ma evidentemente tradita nei fatti. Penitenza quindi per i traditori della famiglia, penitenza per i capi delle chiese, penitenza per i potenti di politica ed economia. Raccomandazioni fatte col cuore; un cuore ferito, come capiremo, dai poveri peccatori, vittime dei traditori, che muoiono senza che lei possa, con la sola sua preghiera, salvarli.


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29 agosto 2009

MADONNA DELLE GHIAIE (8)

 

8^ apparizione

Sabato 20 maggio 1944

Diario.

Come tutte le sere andai sulla pietra in attesa della cara Madonna. Apparve di nuovo la Sacra Famiglia e la Madonna mi disse:”Domani sarà l'ultima volta che ti parlo, poi per sette giorni ti lascio pensare bene quanto ti ho detto. Cerca di capirlo bene, perché fatta più grandicella ti servirà molto se vorrai essere tutta mia. Dopo questi sette giorni ritornerò altre quattro volte”.

La sua voce era tanto armoniosa e bella che, per quanto abbia cercato di imitarla, non riuscii mai.


 

La Madonna, determinata, precisa e incisiva certamente sa quello che vuole da Adelaide e limita all'essenziale le parole in modo da non creare disguidi nella mente della bambina. Mancano note descrittive, del resto il messaggio di questa apparizione ha solo scopo di istruire, ma, proprio per dare efficacia e importanza alle parole dette, che prevalgono su tutto, la Madonna affascina e colpisce usando voce “armoniosa e bella”.

Significativo il fatto che proprio in questa apparizione dica:”Domani sarà l'ultima volta che ti parlo”, dal momento che nell'apparizione del giorno successivo essa non proferirà parola. Puntualizza così che anche il messaggio del giorno seguente, fornito attraverso una visione, viene da lei. Sarà ancora lei a parlare e non solo ad Adelaide.

Significativo inoltre il fatto che i “sette giorni” di riflessione e ripensamento siano proprio quelli che portano al giorno della “prima comunione” di Adelaide. La Madonna si preoccupa che lei affronti l'evento con cognizione di “grandicella” , cercando di capire bene gli insegnamenti che le ha dato:”ti servirà molto se vorrai essere tutta mia”.

Nelle apparizioni successive alla comunione le dirà invece:”tu sei tutta mia”. Chiara quindi l'importanza: in 7 giorni lei si è fatta grandicella. Preghiera, penitenza e comunione hanno cambiato le cose. Davvero intelligente e fine anche oggi questa Madonna di Adelaide.


 


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28 agosto 2009

MADONNA DELLE GHIAIE (7)

 

7^ apparizione

Venerdì 19 maggio 1944

Diario.

Vidi il punto luminoso e in esso la presenza della Sacra Famiglia. La Madonna aveva il vestito e il velo celeste; una fascia bianca le cingeva i fianchi; aveva le rose ai piedi e la corona alle mani. Gesù Bambino vestiva ancora di rosa con le stelline d'oro e le manine congiunte. Il suo volto era sereno, quasi sorridente. San Giuseppe era sereno, ma non sorrideva; dalle sue spalle scendeva un pezzo di stoffa marrone, a forma di mantello e nella mano destra teneva un bastoncino con il giglio fiorito. C'erano gli angioletti.

La Madonna mi guardò sorridendo, ma io presi per prima la parola e le manifestai il desiderio di molti con queste parole:”Madonna, la gente mi ha detto di chiederti se i figli ammalati devono essere portati qui per essere guariti”.

Con voce paradisiaca ella mi rispose (con più ampio riferimento, cioè anche per gli adulti):”No, non è necessario che proprio tutti vengano qui. Quelli che possono vengano, che, secondo i loro sacrifici, saranno guariti o resteranno ammalati; però non si facciano più peccati gravi!”.

La pregai di fare qualche miracolo affinché la gente potesse credere alle sue parole. Mi rispose: ”Verranno anche quelli: molti si convertiranno ed io sarò riconosciuta dalla Chiesa. Medita queste parole ogni giorno della tua vita, fatti coraggio in tutte le tue pene. Tu mi vedrai ancora: nell'ora della tua morte ti terrò sotto il mio manto e ti porterò in cielo”.


 

In questa apparizione viene finalmente messa in risalto la figura di san Giuseppe. Un san Giuseppe sereno, ma non sorridente. Il componente certamente meno celestiale della Sacra famiglia a rappresentare, più che l'altra metà del cielo, un gregario in terra ammesso in questo agglomerato eccellente unicamente in grazia della bontà di Maria e di Gesù. Il suo vestito è marrone. Grande il contrasto con il celeste di Maria. Mai su di lui le stelle. La sua unica forza sembra risiedere in quel bastoncino ove un germoglio di giustizia ha dato origine a un fiore. Unica cosa bella nel suo cerchio di luce.

Dire che la Madonna delle Ghiaie offre una visione femminista non è insensato. C'è un distacco enorme tra la figura della femmina e quella del maschio in questa sua famiglia. E non a caso sembra che Maria abbia scelto una bimba, non un bimbo, come interlocutrice; perfino il buon Candido non è risultato degno della comunicazione diretta, visto che solo per tramite di Adelaide ha avuto la notizia da Maria (2^ apparizione).

C'è però da considerare che la sua figura è una figura speciale nei confronti non tanto di Giuseppe quanto di tutti gli uomini e donne della terra; lei è madre di Dio, unica tra gli esseri umani ad essere ascesa al cielo, superiore perfino agli angeli (chiese?) che qui appaiono per la terza volta, tutti al di sotto del suo gomito. La sua famiglia non ha paragoni al mondo e se consideriamo il motivo fondamentale di tutte le sue apparizioni, che è quello di portare in cielo con sé noi esseri umani, uomini e donne, l'apparizione sembra piuttosto esprimere completamento alle indicazioni che essa a tutti vuole rivolgere. Ad Adelaide ha rivolto fin dalla prima apparizione le raccomandazioni essenziali affinché lei, donna, possa raggiungerla in cielo. Attraverso San Giuseppe sembra volere indicare qui per l'uomo una via diversa da quella della donna: la saggezza, e cioè la capacità di saper riconoscere e seguire la via, la verità, la vita - Il giglio è fiore della purezza, la scelta di un saggio che abbia come obiettivo la vita di fronte alla legge del cielo; una scelta obbligata per chi voglia far parte di una famiglia che comprende Gesù, come San Giuseppe, prescelto a fare da genitore nel mondo, o come i prescelti a rappresentare le chiese, spose di lui nel mondo.

Riguardo alle parole di Maria, chiara appare oggi l'importanza che essa dà al luogo delle apparizioni e chiaro il desiderio di pellegrinaggi in suo nome: “Quelli che possono vengano”. Le vicende e le polemiche che attualmente si stanno vivendo sul luogo, anche ad opera di autorità amministrative e religiose non danno certo riscontro al desiderio di Maria. E' da augurarsi che tutti abbiano un serio ripensamento.

A concludere sei profezie. Una riguardante la Chiesa. Significativo quindi il fatto che ci siano ancora oggi, per la terza volta, gli otto angioletti.


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27 agosto 2009

MADONNA DELLE GHIAIE (6)

 

6^ apparizione

Giovedì 18 maggio 1944

Diario

Durante il pomeriggio all'oratorio pensavo alla Madonna e, verso le cinque, andai a far merenda per essere puntuale al luogo delle apparizioni. La visita della Madonna fu preceduta dai due colombi. La Vergine vestiva di rosso col manto verde, circondata dagli angioletti come ieri. La Madonna mi sorrise, poi per tre volte mi ripeté queste parole:

Preghiera e penitenza.

Preghiera e penitenza.

Preghiera e penitenza”.

E aggiunse:”Prega per i peccatori più ostinati che stanno morendo in questo momento e che trafiggono il mio cuore”.

Molte persone mi avevano raccomandato di chiedere alla Madonna quale fosse la preghiera che più le piaceva. Io espressi questo desiderio ed ella mi rispose:”La preghiera a me più gradita è l'Ave Maria”.

Detto questo la Madonna lentamente disparve.


 

Non sciupa parole la Madonna a Ghiaie. Eppure qui ripete tre volte le stesse.

Un'accusa ad Adelaide è quella d'avere preso spunto dalle apparizioni di Fatima per costruire la sua storia. Tante le analogie. Qui ce n'è una che davvero richiama le apparizione dei tre pastorelli in modo straordinariamente diretto e si riscontra nel terzo segreto di Fatima dove la parola PENITENZA è ripetuta tre volte, così come qui la stessa parola è ripetuta tre volte insieme alla parola PREGHIERA.

Di questo però non si può attribuire alcun artificio ad Adelaide, il terzo segreto di Fatima è stato infatti reso pubblico solo anni e anni dopo. Adelaide non poteva in alcun modo saperlo.

Allora la logica induce a ritenere una volta in più credibile la piccola e quelle parole appaiono così indirizzate con forza, non tanto a lei, piccola veggente, quanto a tre soggetti diversi che evidentemente tardano a darle ascolto.

Ed è da una analisi semplice dei fatti testimoniati dai veggenti e dalla rilettura del testo del III segreto di Fatima congiunta a quella del diario di Adelaide che dovremmo, noi uomini, trarre le dovute considerazioni ed individuare in tutta umiltà i soggetti destinatari di quel messaggio ripetuto.

C'è chi vede una forma di narcisismo nella Madonna stessa, quando essa indica nell'Ave Maria, la preghiera più gradita, preferendola a quanto si capisce perfino al Padre Nostro. Una donna comunque più umana e vittima anche lei di vanità attestata anche dagli abiti e ornamenti in cui appare.

A parte il fatto che il solo dare giudizi su di Lei non sembra essere nostra pertinenza, è impossibile che passi così inosservata la finezza e la superiore intelligenza con cui Ella istruisce chi volesse darle ascolto. Prima di esprimere il proprio gradimento alla preghiera che la vede protagonista e destinataria, è lei che fa una preghiera ad Adelaide dicendo “Prega per i peccatori... che stanno morendo....” . Ecco che così la stessa Adelaide diventa protagonista e destinataria dello stesso invito che a lei, Madonna, viene rivolto nell'Ave Maria: Prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte.

Lo scopo di Maria sembra piuttosto quello di volere creare in Adelaide una donna a sua immagine e somiglianza, nella vita, nei compiti, nella lotta, nelle sofferenze, nel destino paradisiaco. Quasi un accorato appello di una guerriera alla ricerca di alleati e di aiuto in una guerra che la vede spesso perdente “peccatori che stanno morendo e trafiggono il mio cuore: Maria non vuole essere la sola a lottare e pregare per i peccatori nell'ora della morte, vorrebbe che altri si unissero.

Il primo “preghiera e penitenza” sembra quindi rivolto agli esseri umani in generale, soprattutto madri e padri di famiglia, che non pregano bene e non si pentono di comportamenti peccaminosi. Che rendono i propri figli disgraziati.


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