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Misterbraun
IO SONO SOLO LEGGENDA
 
 
 
 
           
       

MISTER da mistero BRAUN = marrone (colore della terra e del fango) SOPRA IN COPERTINA LA PECORA VALENTINA CON IL PAPA, IL PRESIDENTE E SABRINA FERILLI.

 
25 agosto 2015

I PARTITI E LA BIBBIA

La Bibbia è la nostra memoria e può riportarci il giusto ricordo e con esso rimetterci su una via di rinascita. Come Israele fu condotto da Mosè nel deserto, così noi dovremmo lasciarci condurre da questi ricordi fuori dai luoghi in cui siamo prigionieri e fino a quella terra promessa di cui sappiamo poco o nulla. Noi oggi abbiamo dimenticato questa promessa del Signore come abbiamo dimenticato il Signore, Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe. Serve ritornare alle radici della memoria e della coscienza ed attraverso quelle raggiungere la libertà, sempre restando convinti che esiste la libertà. È dopo Abramo, Isacco e Giacobbe che la Bibbia ci narra di un primo partito nato tra 11 dei dodici figli di Giacobbe. Uniti in partito per la invidia e gelosia verso Giuseppe, il dodicesimo fratello. Questi infatti era il più dotato di virtù e il più amato. Riuscirono così a prevalere vendendolo come schiavo e facendolo passare per morto agli occhi del padre. Ci narra poi di un altro partito, quello fatto da uno dei figli di Gedeone, Abimelech, per prevalere sui suoi settanta fratelli. Forte del fatto di avere per madre una abitante di Sichem, riunì in partito parenti e amici acquisiti tramite il ramo materno per farsi aiutare ad uccidere gli altri fratelli e diventare re senza altri pretendenti. Due casi diversi tra loro eppure straordinariamente meritevoli di attenta riflessione. Forti sono le analogie con i partiti moderni: stessa ambizione di potere, stessa gelosia verso le persone più capaci e dotate che, oggi come allora, vengono eliminate ed escluse. Sono sempre i mediocri e gli ambiziosi ad avere bisogno di crearsi o di avvalersi dei gruppi a sostegno in modo rendere inefficace quella verità che li vedrebbe perdenti nel paragone con altri maggiormente dotati di talenti e virtù e presumibilmente più idonei per fare da guida. Da allora una storia che sembra ripetersi. Si può dire che i fratelli di Giuseppe furono i precursori del comunismo, dove grazie ai partiti prevale la massa ignorante, e Abimelec del fascismo e del nazismo, dove grazie alla massa ignorante prevalgono i personaggi più arditi e capaci di ingannarla, manipolarla e sfruttarla. E sono i partiti oggi a escluderci, a dividerci, noi “fratelli d'Italia”, e a sommergerci in un intrigo di meschinità nella presunzione d'essere indispensabili per il raggiungimento della libertà. Una libertà che invece tramite loro, minoranze di mediocri prevaricatori, mai potrà esserci e bene ne erano consapevoli coloro che resero nel 1948 grande testimonianza di sapienza umana mediante la stesura di quella Dichiarazione Universale che, evidentemente riconoscendo i gravi danni provocati proprio dai partiti, dette definizione chiara al termine “democrazia” facendone un “bene universale” irrinunciabile appartenente a ciascun individuo e non ai partiti o associazioni di qualunque specie. Un bene che però, a poca distanza di anni, sembra dimenticato e prova ne è l'assurdo comportamento di questi partiti, ladri del diritto e della democrazia, delle loro assurde leggi e della mancanza di consapevolezza nei cittadini d'essere loro vittime e prigionieri. Quella consapevolezza che sarebbe primo passo verso la libertà e..... La libertà esiste. Noi lo sappiamo e possiamo, giudicando dai frutti (come la Bibbia invita a fare) e non dalle chiacchiere, acquisire quella consapevolezza e renderci conto che così, grazie ai partiti, ancora non siamo liberi e ancora “non siam popolo, perché siam divisi”. Valentina Braun http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/79222/marco-da-prato/


3 novembre 2014

PETIZIONE D'OGNISSANTI 2014

 

Accusiamo ricevuta del vostro messaggio. Provvederemo quanto prima a inviare una risposta.

Dati personali

Tipo:

Signor

Cognome:

DA PRATO

Nome:

MARCO

Nazionalità:

italiana

Indirizzo postale:

VIA FRATELLI ROSSELLI 331

codice postale:

55047

Città:

SERAVEZZA

Paese:

Italia


 

Dati sulla petizione

Nel caso in cui la commissione per le petizioni dichiarasse ricevibile la vostra petizione, siete d''accordo affinché quest''ultima venga trattata pubblicamente?

Autorizzate l''iscrizione del vostro nome in un registro pubblico, accessibile da Internet?


 

Titolo della vostra petizione:

Si richiede modifica dell'articolo 6 del Trattato sull'Unione Europea ritenendo l'attuale testo in palese contrasto con l'articolo 3 del medesimo Trattato e contradditorio rispetto ai principi fondamentali enunciati dai primi tre articoli. E conseguenti adeguamenti alle leggi di attuazione.

Il preambolo ed i primi tre articoli (salvo il comma 3° dell'articolo 1) del Trattato sull'Unione Europea lasciano intendere, quali fini della Unione Europea, il progresso economico e sociale dei loro popoli in una unione fondata su valori comuni espressamente richiamati. Mentre nei fatti, proprio in forza di quel comma 3° dell'articolo 1, viene contraddetto gran parte di quanto affermato sia nei successivi articoli del medesimo trattato sia nel Trattato sul funzionamento della Unione Europa. Testi evidentemente infelici, contradditori, pieni di vincoli dispendiosi e pleonastiche previsioni rispetto ai valori, alla cultura, alla tradizione e alla storia del continente. Una prima grande contraddizione nel trattato risulta infatti già tra gli articoli 1 e 2 come segue:

-Art. 1 c.3: “L'unione si fonda sul presente trattato e sul trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. I due trattati hanno lo stesso valore giuridico. L'Unione sostituisce e succede alla Comunità europea.”

-Art. 2: “L'unione si fonda sui valori del rispetto sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze.”

(Anche un profano che legga i trattati nel loro insieme s'accorge che se vale l'uno non può valere l'altro).

Ad ogni modo, l'impressione che si ha nella lettura dei trattati è quella di un profondo passo indietro della politica e delle leggi, anche rispetto alle norme costituzionali dei paesi aderenti, proprio riguardo a quei valori che in questi primi tre articoli si vogliono evidenziare. Ovvero di una crisi di cultura che oltretutto non può non riflettersi anche nei campi riguardanti il concreto modo di vivere dei cittadini e loro famiglie, quali l'economia e il lavoro. Sembra che ci siamo dimenticati non solo della storia, della tradizione e della fede, ma anche dei nostri grandi filosofi del passato. Tante sarebbero obiettivamente le disposizioni da rivedere se davvero si volesse vivere in una dimensione di sicurezza e benessere umano, ma alla base di tutto io credo sia il rispetto e l'accettazione degli uni verso gli altri e che solo permettendo a tutti di esprimersi e partecipare si possa riuscire a fare prevalere democraticamente le ragioni dei più saggi e anche la ragione, per cui con questa petizione chiedo solo una piccola modifica all'articolo 6 del Trattato; una modifica oltretutto indispensabile dato che non possono coesistere e non si può dare contemporenea applicazione a disposizioni in sé divergenti. Rilevo perciò quanto segue:

-all'articolo 3 comma 5 del trattato si dice: “Nelle relazioni con il resto del mondo l'Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all'eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare AL RISPETTO DEI PRINCIPI DELLA CARTA DELLE NAZIONI UNITE.”

Faccio quindi presente che la Carta delle Nazioni Unite, contiene essa stessa regole e riferimenti in materia di libertà, di protezione e di diritti. Che inoltre, quanto ai diritti umani, le Nazioni Unite stesse li risconoscono così come proclamati in una assemblea generale del 10/12/1948, ovvero nella DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. E' quindi forse inopportuno lo spreco di parole che si fa, ma soprattutto è contradditorio e inaccettabile il dettato del successivo articolo 6 dove, anziché riconoscere i diritti umani così come stabiliti dalle Nazioni Unite, alle quali si fa riferimento determinandone il rispetto, si richiamano e vi si oppongono diritti dettati da altre disposizioni (addirittura due, a loro volta già diverse tra loro). Al comma 1 si dice infatti: “L'Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI dell'Unione europea del 7 dicembre 2000, adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati.” E al comma 3: “I diritti fondamentali, garantiti dalla CONVENZIONE EUROPEA per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli stati membri, fanno parte del diritto dell'Unione in quanto principi generali.”

Allora viene da domandarsi: Dichiarazione Universale dei diritti umani; Carta dei diritti fondamentali; Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo – A quale delle tre si deve fare riferimento noi cittadini?

Un esame attento dei tre testi fa inoltre emergere un deterioramento di forza rispetto alla dichiarazione universale del 1948, come se la Convenzione Europea e la Carta dei diritti fossero fatti non per applicare ma per travisare e rendere nei fatti inefficace quel testo (anche in riferimento ai diritti di partecipazione alla politica e non a caso forse oltre il 50 per cento dei cittadini della Unione non partecipa neanche col voto).

Chiedo quindi di sostituire l'attuale articolo 6 del trattato sull'Unione europea col testo che segue: “Articolo 6. L'Unione riconosce i diritti umani della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI approvati e proclamati dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite in data 10 dicembre 1948.” E conseguentemente adeguare le norme specifiche riguardo alle procedure di attuazione. Con osservanza.


 


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13 marzo 2011

GHEDDAFI UN AMICO

È indiscutile il fatto che i nostri rappresentanti di stato che hanno governato negli ultimi anni, di destra o sinistra, abbiano avuto rapporti amichevoli con Gheddafi.
Allora io, mi spiace, ma mi meraviglio delle posizioni che adesso hanno assunto, delle parole che dicono e che sento da tutti, e do quasi ragione a Gheddafi. Sembra la solita pagliacciata italiana, un'Italia di gente superficiale pronta a tradire quando le cose cambiano.
Destre e sinistre hanno sbagliato? Allora prima di dare prova in più di essere squallidi voltagabbana dovevano dignitosamente ammettere gli errori fatti e tirarsi da parte, per fare intervenire gente che sicuramente sarebbe stata più libera di prendere adeguate posizioni senza risultare traditrice così como loro tutti lo sono. Inutile che si accusino invece gli uni con gli altri. Atto questo che sembra dare ulteriore prova di quanto piccoli siano come uomini.
Come italiano certo non critico le posizioni di base né la politica di intervento che stiamo facendo, soprattutto in aiuti umanitari, anzi ne sono contento convinto come sono che, come bontà d'animo e anche capacità il nostro paese non sia inferiore a nessuno. È l'incapacità di comportarsi da uomini che sembra mancare e l'incapacità di considerare uomo anche l'altro e non piuttosto un mentecatto al quale dare la nostra elemosina o un mostro da combattere.
Riguardo alla crisi libica, dal 9 febbraio ad oggi, la politica italiana ha per me fatto acqua da tutte le parti, a destra come a sinistra. Non che i paesi esteri o l'ONU abbiano per me fatto meglio, sia ben chiaro! Incertezze imperdonabili e azioni partigiane discutibili. Come se nessuno più conoscesse storie ed esperienze passate; come se i diritti umani non fossero mai stati scritti.
Noi italiani però, non dobbiamo troppo guardare gli altri, la Libia l'abbiamo vicina, non possiamo permetterci incertezze né errori così evidenti e gravi. Oltretutto in questo caso avevamo basi privilegiate per assumere una posizione chiara e corretta anche sul profilo dei rapporti unilaterali se è vero che gli accordi con il leader libico sono subordinati al rispetto dei diritti umani. Quel 17 febbraio fissato dagli oppositori libici come “GIORNATA DELLA COLLERA, doveva già allora essere valutato con maggiore attenzione anche alla luce di quello che stava accadendo negli altri paesi vicini. Occasione almeno per mettere subito in chiaro con Gheddafi e coi libici quel nostro primario desiderio di vedere i diritti umani rispettati e di ricordare che tra tali diritti “irrinunciabili” c'è anche il diritto dei cittadini tutti di partecipare alla politica del proprio paese. E se avessimo potuto convincere altri paesi su quella linea forse anche tanta violenza si poteva evitare.

Nessuno comunque poteva accusarci di tradimento qualunque decisione potessimo in seguito prendere in ambito internazionale.

Potevamo anzi essere onorevolmente e dignitosamente dalla ragione nei confronti di Gheddafi e della Libia, che avevano in mano loro la palla da giocare (loro eventualmente a essere traditori), e anche in una posizione equilibrata agli occhi del mondo. Invece, come per tutti, la posizione si è complicata... Si accusa Gheddafi di essere intervenuto con forze sulla piazza? Non è quello violazione ai diritti umani; in tutti i paesi si fa. Si fa anche in Italia. Certo se noi intendiamo un diritto umano quello di andare in piazza a spaccare auto e vetrine, a aggredire gente e a tirare sassi, sanpietrini e altro alla polizia, o addirittura sparare e cercare di uccidere chi goverma, come tanti qui sembrano pensare, le possibilità di rapporti chiari con uomini come Gheddafi le vedo assai limitate, ma non sta scritto così e come si fa a condannare per quello uno come lui? Non lo conoscevano prima? Eppure era un amico.




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23 novembre 2010

DAL PARLAMENTO EUROPEO

Ecco uno stralcio della comunicazione di ricezione della PETIZIONE DI OGNISSANTI  (2010), pubblicata qui nella precedente pagina di diario.

PARLAMENTO EUROPEO
                                                                                        Lussemburgo, 18/11/2010
 

Egregio Signore

A nome del segretario generale mi pregio di accusare ricezione della Sua petizione....


La petizione è stata iscritta nel RUOLO GENERALE COL N. 1356-10

.............................................................

Qualora la Sua petizione sia dichiarata ricevibile*, la commissione di cui sopra la esaminerà in riunione a porte aperte o pubblica, conformemente alle disposizioni del regolamento interno del Parlamento Europeo.

............

Qualora Ella desideri ottenere informazioni complementari, La invito a rivolgersi direttamente alla segreteria della commissione per le petizioni Parlamento europeo, rue Wiertz, B-1047 Bruxelles

(fax n.0032/22846844).


                                                                                                        Distinti saluti


                                                                                                Karl NATSCHERADETZ
                                                                                                           Capo unità


* L'argomento trattato dalla petizione è di competenza della Unione Europea e si ritiene pertanto debba essere sicuramente dichiarata RICEVIBILE; è da augurarsi che gli organi competenti non eludano le disposizioni regolamentarie con una decisione di comodo (di dubbia legittimità) tipo quella adottata per la PETIZIONE DI OGNISSANTI 2009, riportata su precedenti pagine di questo diario.

http://ilmiolibro.kataweb.it/community.asp?id=61791


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2 novembre 2010

PETIZIONE DI OGNISSANTI (2010)

DA ANNI, NEL GIORNO DI OGNISSANTI, CERCO DI RICHIAMARE L'EUROPA A  DARE RICONOSCIMENTO VERO A QUEI DIRITTI UMANI IN NOME DEI QUALI INVIA ESERCITI NEL MONDO E CHE SOLO A PAROLE CONCEDE AI PROPRI CITTADINI.  ECCO LA RICEVUTA E IL TESTO DI QUELLA PRESENTATA NEL GIORNO DI OGNISSANTI 2010. SEGNALERO' IL NUMERO CHE LE SARA' ASSEGNATO APPENA MI SARA' COMUNICATO. 

 Accusiamo ricevuta del vostro messaggio. Provvederemo quanto prima a inviare una risposta.

Dati personali
Tipo: Signor
Cognome: DA PRATO
Nome: MARCO
Nazionalità: italiana
Indirizzo postale: VIA ROMANA 107
codice postale: 55045
Città: PIETRASANTA
Paese: Italia
E-mail: damar12@interfree.it

Dati sulla petizione
Nel caso in cui la commissione per le petizioni dichiarasse ricevibile la vostra petizione, siete d'accordo affinché quest'ultima venga trattata pubblicamente?
Autorizzate l'iscrizione del vostro nome in un registro pubblico, accessibile da Internet?

Titolo della vostra petizione: Segnalazione di violazione dei valori di cui all'articolo 2 del Trattato sull'Unione Europea – caso Italia – affinché si adottino opportuni provvedimenti, nonché misure legislative a garanzia dei diritti di cui all'art.21 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, non perfettamente recepiti dalle normative europee, o, in subordine, formuli, il Parlamento, proposta al Consiglio ai sensi dell'articolo 7 comma 1 del Trattato medesimo.
L'articolo 2 del Trattato sull'Unione Europea riporta quali valori fondamentali quelli della dignità umana, della libertà, della DEMOCRAZIA, dello STATO DI DIRITTO e del rispetto dei DIRITTI UMANI.
Valori oltretutto validi, ai sensi del successivo articolo 3, nelle relazioni con il resto del mondo.
In nome di DEMOCRAZIA e DIRITTI UMANI si giustificano perfino interventi armati in varie parti del mondo ed è pertanto a mio giudizio eccezionalmente importante, da parte di tutti, una costante e attenta verifica di quanto avviene all'interno della unione.
Importante è inoltre convenire con chiarezza cosa debba intendersi per “Democrazia” e per “Diritti Umani”, che non possono, ovviamente, essere diversamente interpretati all'interno.
Dal punto di vista internazionale i diritti “irrinunciabili” dell'uomo sono enunciati dalla Dichiarazione Universale del 1948, mentre in Europa abbiamo una Convenzione che ne limita gli effetti distorcendone anche in taluni casi il senso. Neppure la Carta dei Diritti firmata a Nizza, ora efficace, sembra adeguata a dare attuazione pratica ed equa a quei diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale. Allo stesso modo e conseguentemente, anche il significato del termine DEMOCRAZIA sembra assumere significati diversi.
Sulla DEMOCRAZIA oggi si fanno tanti discorsi, ma la verità è che nessuno, neppure in Europa, sembra amarla né volerla (per esserci il requisito fondamentale di base, internazionalmente riconosciuto, è fissato dall'art.21 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che non trova valido riscontro nella Convenzione Europea e nelle normative primarie della Istituzione).
Detto questo ritengo di avere bene espresso il concetto di base della richiesta, e cioè: DEMOCRAZIA BENE UNIVERSALE. Un bene immateriale che l'Europa vuole garantire e che è facilmente verificabile sulla base del citato articolo 21, ovvero: dove si verificano le condizioni previste dall'articolo 21 c'è democrazia; dove non si verificano quelle condizioni non c'è democrazia.
CASO ITALIA.
Quanto accade in Italia è ben noto. Il Parlamento Europeo ha avuto modo di ricevere petizioni (oltre le mie precedenti) e denunce non solo dei parlamentari italiani, ma anche di personaggi come Grillo e altri ben più noti di me.
Nell'ultimo decennio gli errori che hanno caratterizzato le varie elezioni politiche non si contano, mi pregio qui elencarne alcuni:
ERRORE 1 – La legge elettorale vigente nel 2001 era sbagliata. In modo così grave da non risultare in grado di assicurare il ripetto della Costituzione ai fini della formazione del parlamento;
ERRORE 2 - Le elezioni del 2001 furono tenute in modo non idoneo a garantire rispetto Costituzionale: oltre alla applicazione della citata legge sbagliata, si raddoppiarono i lavori dei seggi elettorali (programmando ELEZIONI POLITICHE E AMMINISTRATIVE insieme) dimezzando i tempi concessi all'elettorato per votare (un solo giorno utile al voto), in pregiudizio del diritto di elettorato attivo (molti rinunciarono al voto), e si fissarono termini di presentazione delle liste in pregiudizio del diritto di elettorato passivo di cittadini di fede.
ERRORE 3 - Nel 2001, in conseguenza dgli errori 1 e 2, si commise l'errore di insediare una Camera dei Deputati non costituita ai sensi di Costituzione, mancando il numero (630) dei componenti tassativamente richiesti dall'art.56 (i numeri non sono opinione: o ci sono o no).
ERRORE 4 – Furono disattese tante richieste di cittadini candidati che nelle fasi elettive denunciarono errori chiedendo rimedio (tra cui quella del sottoscritto). Evidenziandosi così difetto, ritardi e omissioni negli organi di garanzia costituzionale, chiaramente inefficaci.
ERRORE 5 – In data 15/7/2002 la Camera dei Deputati autodeterminò la sua validità, pur non essendo composta a norma di costituzione. Errore grave: una Camera non costituita ai sensi di legge è ai sensi di legge illegittima e non ha autorità di operare, tanto meno di decidere da sé stessa la propria validità contravvenendo in modo chiaro e inequivocabile a una delle disposizioni più tassative e importanti della Costituzione medesima:”La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come legge da tutti i cittadini e dagli organi dello stato”.
ERRORE 6 - Era quindi un Parlamento illegittimo e abusivo quello che emise la attuale legge elettorale e questo solo basterebbe a sollevare dubbi sulla sua validità. Errore fu però anche commesso nel testo della legge stessa che risulta incostituzionale anche su pareri di esperti e per stessa ammissione di un ministro che addirittura la defini “una porcata”.
ERRORE 7 - Nonostante i dubbi di validità costituzionale della citata legge elettorale e in spregio alle opinioni di autorevoli esperti, anch'essi cittadini elettori, che ne denunciavano la illegittimità certa, si è proceduto con quella legge a nuove elezioni che hanno portato alla formazione del Parlamento attuale.
ERRORE 8 – Non essendo la legge elettorale né valida ai fini democratici (non garantiti diritti elettorali di cui all'art. 21 Dichiarazione Universale), né legittima ai sensi di Costituzione (si impedisce perfino la scelta di voto su un nominativo) perfino la terza carica di stato, Presidente della Camera, risulta oggi occupata da un parlamentare che non ha avuto voti e che occupa la posizione solo grazie al consenso dato a un partito compiacente che non è il suo.
Gli errori qui indicati sono tali da non richiedere una impegnativa verifica; i fatti sono sotto gli occhi di tutti e tanto evidenti sono le mancanze rispetto ai fondamentali valori dell'art. 2 del Trattato da rendere le eventuali verifiche previste dall'articolo 7 del Trattato stesso una semplice presa di atto di una catena di abusi che sembra non avere fine, nella pretesa di poter continuare, contro la logica e la ragione oltreché la legge, a far nascere leggi legittime da un parlamento illegittimo e parlamenti legittimi da leggi illegittime.
Tutto quanto sopra esposto, il sottoscritto, segnalando alla luce del nuovo articolo 3 del Trattato e per dignità umana offesa anche precedente petizione presentata sul tema (petizione n.970/2004) e ricorso n.29854/02 alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, chiede che siano adottati provvedimenti atti a ristabilire correttezza nei rapporti politici tra i cittadini nonché misure legislative che diano piena efficacia in Europa all'articolo 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. In subordine che sia fatta proposta dal parlamento ai sensi dell'art.7 del Trattato ai fini di constatare l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave da parte di uno Stato membro (Italia) dei valori di cui all'articolo 2 del Trattato Sull'Unione Europea. Con osservanza


12 marzo 2010

EUROPA EUROPA

Il “trattato di Lisbona”, sembra determinare la fine del sogno di quella Comunità unica in cui  tanti speravano (cessa la Comunità Europea per fare posto invece a una ben meno sognata Unione Europea). Costituisce tuttavia, a mio giudizio, un importante passo avanti almeno per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, tanto scomodi ai grandi. Con gli artt. 2 e 3 inserisce infatti nei fondamenti e scopi della istituzione anche valori come la dignità umana, l'eguaglianza e la pace. Con l'articolo 6 finalmente l'Unione dichiara perfino di aderire alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché a quella Carta dei diritti fondamentali.... chi non ricorda quella pomposa farsa della sua proclamazione a Nizza nel 2000.

Certo siamo ancora lontani da quella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che tanto solennemente viene nel mondo acclamata (e che l'Europa stessa, a parole, vorrebbe vedere dagli altri applicata) e certo la ambigua frase di chiusura del punto due del citato articolo pone dubbi sulle intenzioni vere, però un fatto è certo: il Parlamento europeo non può più sostenere di non avere competenze in materia di diritti umani. Ragione per cui neanche la Commissione per le petizioni può più dichiarare irricevibili le petizioni dei cittadini che denunciano abusi e ne chiedono il rispetto.


ED' ECCO QUINDI, IN VIRTU' DI QUESTO, LO STRAORDINARIO RISULTATO OTTENUTO DALLA MIA PETIZIONE PRECEDENTEMENTE PUBBLICATA SU QUESTO MIO BLOG. NE E' PROVA LA LETTERA DI RISPOSTA CHE RIPORTO QUI:


Commissione per le petizioni                                                                     Bruxelles

La Presidente                                              JH/sry(02-COM.PETI(2010)D/9102)


303040 01.03.2010                                                     Sig. cittadino europeo


0ggetto: Petizione n. 1613/2009

Egregio signore,

sono lieta di comunicarLe che la commissione che ho l'onore di presiedere ha esaminato la Sua petizione e l'ha dichiarata ricevibile in base al regolamento del Parlamento europeo, in quanto il suo oggetto rientra nell'ambito delle attività della Unione europea.

La nostra commissione ha ritenuto che possa essere di grande utilità richiamare la Sua attenzione sulla documentazione allegata.

Nel farlo, La informo che l'esame della Sua petizione si è in tal modo concluso.

Voglia gradire i miei più distinti saluti.

                                        Erminia Mazzoni - Presidente della commissione per le petizioni


Allegati: Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea - Disposizioni generali del trattato di Lisbona.

Prima del trattato di Lisbona consideravo il termine "cittadino europeo", sui testi comunitari, quasi sinonimo di "cretino". Oggi..................................... LASCIO AI LETTORI IL GIUDIZIO.




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permalink | inviato da Misterbraun il 12/3/2010 alle 19:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

6 gennaio 2009

Nessuno vuole la pace. Solo in tre vedono la stella cometa.

LA VERITA' E' COME LA STELLA COMETA, STA SULLE TESTE DI TUTTI, MA SOLO I RE MAGI LA VEDONO.

Il 1948 fu un anno in cui gli uomini, dopo le sofferenze patite durante la guerra mondiale, dimostrarono grande capacità di rinascita e grande volontà di progredire materialmente e spiritualmente. Nell'anno appena trascorso abbiamo così celebrato il 60° anniversario di 3 eventi straordinari: la emanazione della COSTITUZIONE ITALIANA, la proclamazione della DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI, la nascita dello STATO DI ISRAELE.

Tante le belle parole dette. Evidente però l'enorme passo indietro fatto. L'uomo di oggi, chiaramente, non è più in grado di mostrare tali capacità e volontà. Mostra invece palesemente tanta meschinità; una meschinità tale da disconoscere perfino la verità. Esalta a parole quello che nei fatti nega.

COSTITUZIONE ITALIANA

Dal Presidente, fino all'ultimo dei cittadini, niente altro che parole di lode verso una legge fondamentale che è capolavoro di uomini veri. Di fatto: Continue condanne di abusi da parte della Corte Costituzionale (senza mai condannare chi sbaglia e chiamando a pagare solo il popolo innocente); Spregio della Legge da parte dei più alti organi di stato (i gravi abusi di cui alla petizione qui pubblicata non sono che un esempio); Avvilimento della efficacia dei giuramenti e delle procedure di garanzia del diritto in essa previste.

Si è perfino arrivati a renderla incongruente e inapplicabile con una infelice modifica al TITOLO V, oltretutto sancita da un referendum, che non solo la priva della necessaria e originale chiarezza dando vita a insanabili contrasti tra enti centrali e periferici, ma ne limita la validità colpendola nei suoi fondamentali principi di libertà, fraternità e uguaglianza tra i cittadini. Eppure nessuno sembra accorgersi; chi parla lo fa da infatuato verso un federalismo visto come soluzione ideale a problemi invece causati da incompetenza e irresponsabilità. Chi ritiene che sia invece un passo indietro, emarginato dalle regole abusivamente imposte contro la democrazia, deve tacere.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

Dall'ONU, da ogni organizzazione in ogni parte del mondo e dai popoli tutti, unanime è il richiamo a questi diritti chiamati “IRRINUNCIABILI”. Di fatto: Traditi in ogni parte del mondo. Nella stessa Europa, che li esalta ampollosamente nei siti della comunità, abbiamo un Parlamento che rifiuta qualsiasi petizione dei cittadini che ne facciano richiamo. La petizione è dichiarata irricevibile in quanto la applicazione dei diritti umani non è competenza della comunità europea, non avendo oltretutto il Parlamento stesso mai riconosciuto neppure la Convenzione Europea dei Diritti Umani. E se si dovesse allora domandare di quella Carta Dei Diritti tanto solennemente proclamata a Nizza qualche anno fa... Carta straccia. Mai avuta forza di legge, non c'è NULLA che garantisca in Europa il rispetto dei diritti umani, a parte le parole dei pagliacci della politica (Iacques Chirac, Nicole Fontaine, Romano Prodi – le loro parole a Nizza, parole di pagliacci).

STATO DI ISRAELE

I fatti successivi alla nascita, fino agli eventi bellici dei giorni nostri, farebbero presumere che sia stato un errore quello di affidare la terra di Israele agli ebrei e ai palestinesi. Era però un uomo più buono di quello di oggi quello che nel 1948 decise. Se errore c'è stato io credo nella buona fede e davanti a tutti i discorsi a tutte le diverse verità e le ragioni che impediscono oggi la pace c'è una sola grande verità che nessuno sembra vedere: i grandi del mondo non hanno le stesse capacità e la stessa volontà di progresso e neppure l'onestà e il buon senso dei grandi del 1948. Si cerca una pace su presupposti impossibili dimenticando perfino le più grandi delle verità. Si chiamano gli ebrei “popolo di Israele” o “impostori”, difendendoli o accusandoli. Si caricano loro, coi palestinesi, di responsabilità che sono di tutti isolandoli e condannandoli nei fatti a subire le iniquità e le liti del mondo intero. Lo stesso Papa, che nel discorso all'atto del suo insediamento a Roma dichiarò che ogni cristiano è come fosse nato a Roma, sembra lontano da questa verità (Così ne sembra lontano Obama che, come il presidente Napolitano, è passato in Israele da straniero). Una verità che vede invece il cristiano nato con Cristo e quindi in Israele, terra che del resto è anche terra di origine del suo precedessore Pietro. Simile è la posizione dei musulmani, discendenti di Abramo. Israele è patria di tutti e a tutti spetta difenderla indipendentemente dal fatto che sia affidata a ebrei e palestinesi i quali non sono né impostori né popolo di Israele (pur facendone parte), ma semplicemente affidatari. Ecco, su questi presupposti soli, sulla verità, può secondo noi essere discussa la pace.



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