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Misterbraun
IO SONO SOLO LEGGENDA
 
 
 
 
           
       

MISTER da mistero BRAUN = marrone (colore della terra e del fango) SOPRA IN COPERTINA LA PECORA VALENTINA CON IL PAPA, IL PRESIDENTE E SABRINA FERILLI.

 
25 agosto 2015

I PARTITI E LA BIBBIA

La Bibbia è la nostra memoria e può riportarci il giusto ricordo e con esso rimetterci su una via di rinascita. Come Israele fu condotto da Mosè nel deserto, così noi dovremmo lasciarci condurre da questi ricordi fuori dai luoghi in cui siamo prigionieri e fino a quella terra promessa di cui sappiamo poco o nulla. Noi oggi abbiamo dimenticato questa promessa del Signore come abbiamo dimenticato il Signore, Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe. Serve ritornare alle radici della memoria e della coscienza ed attraverso quelle raggiungere la libertà, sempre restando convinti che esiste la libertà. È dopo Abramo, Isacco e Giacobbe che la Bibbia ci narra di un primo partito nato tra 11 dei dodici figli di Giacobbe. Uniti in partito per la invidia e gelosia verso Giuseppe, il dodicesimo fratello. Questi infatti era il più dotato di virtù e il più amato. Riuscirono così a prevalere vendendolo come schiavo e facendolo passare per morto agli occhi del padre. Ci narra poi di un altro partito, quello fatto da uno dei figli di Gedeone, Abimelech, per prevalere sui suoi settanta fratelli. Forte del fatto di avere per madre una abitante di Sichem, riunì in partito parenti e amici acquisiti tramite il ramo materno per farsi aiutare ad uccidere gli altri fratelli e diventare re senza altri pretendenti. Due casi diversi tra loro eppure straordinariamente meritevoli di attenta riflessione. Forti sono le analogie con i partiti moderni: stessa ambizione di potere, stessa gelosia verso le persone più capaci e dotate che, oggi come allora, vengono eliminate ed escluse. Sono sempre i mediocri e gli ambiziosi ad avere bisogno di crearsi o di avvalersi dei gruppi a sostegno in modo rendere inefficace quella verità che li vedrebbe perdenti nel paragone con altri maggiormente dotati di talenti e virtù e presumibilmente più idonei per fare da guida. Da allora una storia che sembra ripetersi. Si può dire che i fratelli di Giuseppe furono i precursori del comunismo, dove grazie ai partiti prevale la massa ignorante, e Abimelec del fascismo e del nazismo, dove grazie alla massa ignorante prevalgono i personaggi più arditi e capaci di ingannarla, manipolarla e sfruttarla. E sono i partiti oggi a escluderci, a dividerci, noi “fratelli d'Italia”, e a sommergerci in un intrigo di meschinità nella presunzione d'essere indispensabili per il raggiungimento della libertà. Una libertà che invece tramite loro, minoranze di mediocri prevaricatori, mai potrà esserci e bene ne erano consapevoli coloro che resero nel 1948 grande testimonianza di sapienza umana mediante la stesura di quella Dichiarazione Universale che, evidentemente riconoscendo i gravi danni provocati proprio dai partiti, dette definizione chiara al termine “democrazia” facendone un “bene universale” irrinunciabile appartenente a ciascun individuo e non ai partiti o associazioni di qualunque specie. Un bene che però, a poca distanza di anni, sembra dimenticato e prova ne è l'assurdo comportamento di questi partiti, ladri del diritto e della democrazia, delle loro assurde leggi e della mancanza di consapevolezza nei cittadini d'essere loro vittime e prigionieri. Quella consapevolezza che sarebbe primo passo verso la libertà e..... La libertà esiste. Noi lo sappiamo e possiamo, giudicando dai frutti (come la Bibbia invita a fare) e non dalle chiacchiere, acquisire quella consapevolezza e renderci conto che così, grazie ai partiti, ancora non siamo liberi e ancora “non siam popolo, perché siam divisi”. Valentina Braun http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/79222/marco-da-prato/


28 marzo 2014

AGGIORNAMENTO

I LIBRI DI VALENTINA BRAUN:

SU http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/79222/marco-da-prato/


13 marzo 2011

GHEDDAFI UN AMICO

È indiscutile il fatto che i nostri rappresentanti di stato che hanno governato negli ultimi anni, di destra o sinistra, abbiano avuto rapporti amichevoli con Gheddafi.
Allora io, mi spiace, ma mi meraviglio delle posizioni che adesso hanno assunto, delle parole che dicono e che sento da tutti, e do quasi ragione a Gheddafi. Sembra la solita pagliacciata italiana, un'Italia di gente superficiale pronta a tradire quando le cose cambiano.
Destre e sinistre hanno sbagliato? Allora prima di dare prova in più di essere squallidi voltagabbana dovevano dignitosamente ammettere gli errori fatti e tirarsi da parte, per fare intervenire gente che sicuramente sarebbe stata più libera di prendere adeguate posizioni senza risultare traditrice così como loro tutti lo sono. Inutile che si accusino invece gli uni con gli altri. Atto questo che sembra dare ulteriore prova di quanto piccoli siano come uomini.
Come italiano certo non critico le posizioni di base né la politica di intervento che stiamo facendo, soprattutto in aiuti umanitari, anzi ne sono contento convinto come sono che, come bontà d'animo e anche capacità il nostro paese non sia inferiore a nessuno. È l'incapacità di comportarsi da uomini che sembra mancare e l'incapacità di considerare uomo anche l'altro e non piuttosto un mentecatto al quale dare la nostra elemosina o un mostro da combattere.
Riguardo alla crisi libica, dal 9 febbraio ad oggi, la politica italiana ha per me fatto acqua da tutte le parti, a destra come a sinistra. Non che i paesi esteri o l'ONU abbiano per me fatto meglio, sia ben chiaro! Incertezze imperdonabili e azioni partigiane discutibili. Come se nessuno più conoscesse storie ed esperienze passate; come se i diritti umani non fossero mai stati scritti.
Noi italiani però, non dobbiamo troppo guardare gli altri, la Libia l'abbiamo vicina, non possiamo permetterci incertezze né errori così evidenti e gravi. Oltretutto in questo caso avevamo basi privilegiate per assumere una posizione chiara e corretta anche sul profilo dei rapporti unilaterali se è vero che gli accordi con il leader libico sono subordinati al rispetto dei diritti umani. Quel 17 febbraio fissato dagli oppositori libici come “GIORNATA DELLA COLLERA, doveva già allora essere valutato con maggiore attenzione anche alla luce di quello che stava accadendo negli altri paesi vicini. Occasione almeno per mettere subito in chiaro con Gheddafi e coi libici quel nostro primario desiderio di vedere i diritti umani rispettati e di ricordare che tra tali diritti “irrinunciabili” c'è anche il diritto dei cittadini tutti di partecipare alla politica del proprio paese. E se avessimo potuto convincere altri paesi su quella linea forse anche tanta violenza si poteva evitare.

Nessuno comunque poteva accusarci di tradimento qualunque decisione potessimo in seguito prendere in ambito internazionale.

Potevamo anzi essere onorevolmente e dignitosamente dalla ragione nei confronti di Gheddafi e della Libia, che avevano in mano loro la palla da giocare (loro eventualmente a essere traditori), e anche in una posizione equilibrata agli occhi del mondo. Invece, come per tutti, la posizione si è complicata... Si accusa Gheddafi di essere intervenuto con forze sulla piazza? Non è quello violazione ai diritti umani; in tutti i paesi si fa. Si fa anche in Italia. Certo se noi intendiamo un diritto umano quello di andare in piazza a spaccare auto e vetrine, a aggredire gente e a tirare sassi, sanpietrini e altro alla polizia, o addirittura sparare e cercare di uccidere chi goverma, come tanti qui sembrano pensare, le possibilità di rapporti chiari con uomini come Gheddafi le vedo assai limitate, ma non sta scritto così e come si fa a condannare per quello uno come lui? Non lo conoscevano prima? Eppure era un amico.




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11 luglio 2009

TERREMOTO, CATASTROFE LOCALE - G8 CATASTROFE MONDIALE.

L'AQUILA 10/7/2009.

I risultati del G8 mettono in evidenza la grande potenza distruttrice dell'uomo  I grandi sanno competere con grande efficacia con le più gravi catastrofi naturali che si possano verificare, procurando con le loro stesse mani fame, guerre, disastri ambientali.

ECONOMIA: L'economia oggi appare come un palazzo malcostruito e decrepito, deteriorato dalle fondamenta. A voler rimediare restano però quelli stessi che l'hanno ideato e ne hanno causato il degrado, le stesse logiche. Al G8 si vantano di aver saputo tappare buchi sul tetto (oltretutto contravvenendo a parte delle loro stesse regole, prima logiche e quindi denunciando i loro sbagli) e di poter provvedere a sistemare dei cristi a reggere le strutture di quel palazzo che andrebbe invece distrutto e rifatto magari da altri e con altre logiche.

GIUSTIZIA. Si ribadisce fondamentale il valore della Democrazia ai fini delle giustizia e del rispetto dei diritti umani. Peccato che nessuno dei partecipanti  sia lì in forza di norme democratiche. La nazione ospitante ha un Berlusconi non certo eletto sulla base di norme elettorali democratiche, lo stesso dicasi per Obama che rappresenta uno dei due maggiori paesi partecipanti,  Quanto all'altro grande paese, la Russia, ha in Putin un vero dittatore che ha saputo con maestria apportare le opportune correzioni alle regole rendendole più "democratiche": (Dico questo pur consapevole che i tre sono dei veri grandi uomini che meritano la mia stima e quella di tutti ben più di quanto la meritassero i loro predecessori, altrettanto ladri della legge, ma piccoli - Se li ho invitati è perchè ritengo una grande opportunità per il mondo intero quella di poter sfruttare le loro capacità).

AMBIENTE. Criticare su questo punto è come sparare sulla Croce Rossa; tante già le critiche che aggiungere la mia sarebbe inutile. Dico solo che poco si è detto in merito alla energia nucleare "pulita" dei paesi ricchi, perchè mi pare un punto poco trattato (oltretutto attuale in Italia).

PACE. Gerusalemme era l'argomento che più mi stava a cuore, convinto sia fondamentale una sua liberazione ai fini della pace (se non c'è pace lì, come pretenderla altrove?). Si è invece incentrata l'attenzione sull'IRAN, evidenziando un occidente sfacciatamente filoisraeliano. Nei lavori preparatori chiara la posizione di Joe Biden, vicepresidente USA, che ha manifestato comprensione verso l'ipotesi che gli israeliani possano intervenire con la forza, fermando l'Iran nella corsa all'atomica (una dichiarazione secondo me evitabile e pericolosa). Berlusconi chiedeva sanzioni, mentre inglesi e francesi volevano un documento specifico, dedicato alla condanna dell'iran. E' prevalsa una soluzione morbida, che affronta anche altri temi, sicuramente positiva rispetto alle premesse,  come positivi gli accordi nei rapporti tra USA e Russia (e qui devo esprimere congratulazioni al nostro Berlusconi che, si può dire quel che si vuole, ma resta di gran lunga il migliore uomo politico che l'Italia abbia avuto negli ultimi vent'anni; il più chiaro nella parola, il più efficace nei fatti  e il più capace di affermare nel mondo il pensiero italiano).  Ma ai fini della pace è nulla; solo una presa di tempo, un rinvio dell'argomento. Una delusione profonda, una occasione perduta.

Mi spiace proprio che non abbiano voluto accettare il mio invito. Del resto io sono solo una piccola pecora di un gregge, pretendere attenzione era sogno di bambino. Certo, fossi stato Presidente della Repubblica..... altro che offrire un pranzo e accoglienza con parole di convenienza!  Da Papa, l'avessi accolti in Vaticano li avrei arrestati tutti e tenuti per riscatto, se non altro per tenere fede a quelle parole uscite in enciclica pochi giorni prima :

.     http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html

 

   


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2 luglio 2009

IL SOGNO PIU' ANTICO: GERUSALEMME LIBERA.

MESSAGGIO inviato a G8Italia.it in data 30/6/2009:

"
Mi preme solo segnalare che manca una cosa fondamentale e importante al programma:
Visto che Gerusalemme sembra abbandonata a sé stessa e senza futuro, ne faccio richiesta io.
Credo sia fatto prioritario stabilire il destino di essa e con questa mia richiesta spero che i grandi del mondo (che sono disposto a ricevere personalmente il giorno 9 luglio) affrontino finalmente questo problema.
Segnalo il mio blog, già di supporter di Obama, per eventuali maggiori notizie:
E ossequiosamente saluto.
Misterbraun."

Questo G8 si presenta in modo assai diverso a tutti i precedenti. Innanzitutto per il luogo, non preordinato ma determinato da eventi che hanno fatto rilevare la presenza in Italia e nel mondo di un grande spirito di solidarietà tra gli uomini. Lo stesso spirito avvertito in modo più diretto qui nella mia Versilia a seguito del disastro di Viareggio. Tante le telefonate che ho ricevuto e sincero il desiderio di solidarietà sia sul posto che dall'esterno. Questo per me è vero progresso. Il primo a telefonarmi dopo l'evento Danilo Mar, uno dei più grandi uomini che io abbia conosciuto, forse il più grande europeo ora in vita. Ma anche il G8 2009, a differenza di tutti i precedenti, vede la presenza di almeno 3 grandi uomini; Berlusconi, Obama e Putin. E anche questa è differenza rispetto ai precedenti. Criticabili quanto volete (e sono il primo a contestarli), ma grandi. Anche Obama, per quanto forse ancora troppo giovane, appare in grado di sostenere il ruolo che gli compete in modo ben diverso dai suoi predecessori, bravo nel compensare errori giovanili con quella umiltà che caratterizza tutti i grandi uomini. Ed è per questo che, dopo aver loro rivolto invito qui con precedente pubblicazione sul mio blog, ho inviato il messaggio sopra riportato all'organizzazione del G8italia. Spero davvero che affrontino il problema che pongo alla loro attenzione e che io considero essere il primo dei problemi, risolvendo il quale si avrebbe forse strada spianata alla soluzione di altri. Quello che preoccupa è il fatto di non potere avere con loro linea diretta. Le persone addette non sono presumubilmente in grado di capire come loro cosa più vale, temo che il mio messaggio non arrivi adestino. 
SE CHI DOVESSE LEGGERE LA PRESENTE PUBBLICAZIONE VOLESSE DARE AIUTO ALLA SUA DIVULGAZIONE FINO A FARLA PEVENIRE AI DESTINATARI SAREI GRATO. 


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28 febbraio 2009

LETTERA INVITO

                                              

Non mi pare che questi 3 personaggi, per quanto grandi io li riconosca in rispetto ad altri politici nel mondo, abbiano capito molto della crisi che il mondo sta attraversando, le loro idee sembrano lontane dal trovare le giuste soluzioni. Oltretuttto le misure che adottano, oltre che inadeguate secondo me, sono spesso scorrette. Del resto tutti e tre sono stati scorretti pur d'acquisire il potere nelle cariche che ora ricoprono (su questo non piove: vedi, per Obama e Berlusconi, precedenti mie pubblicazioni). Ma il 9 luglio, giorno del mio compleanno, saranno in Italia al G8. Occasione di invitarli alla festa. Magari potrei dire cosa io farei al loro posto e convincerli a fare, loro che possono, qualcosa di meglio per risolvere quella crisi mondiale che rischia altrimenti di trasformarsi in disastro. Se anche fossi io in errore, una testa e una festa in più che danno può fare?



QUESTO TESTO PUBBLICATO SUL SITO OBAMA SUPPORTER E' LETTERA INVITO


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9 gennaio 2009

DAL QUIRINALE ALLA CASA BIANCA: YES I CAN.

Allora ritorno su un punto che già anticipai tempo fa. Se si va a vedere neanche in USA, che sono tanto grandi nel proclamarsi speciali come democrazia, le elezioni si svolgono secondo i principi fissati dall'art. 21 della Dichiarazione universale dei diritti umani. E' fuori da ogni dubbio che nei loro sistemi di elezione i cittadini non hanno né libera scelta né pari opportunità di accesso alle cariche pubbliche, prima tra tutte quella della Presidenza. Parte essenziale poi è costituita dal denaro. Non accede chi è giusto e capace, accede chi ha tanto denaro da spendere, in spazi pubblicitari e magari anche per pagare gente che prepara con furbizia discorsi, promesse, programmi, spettacoli da circo.

Il caso Obama ha, forse più che in passato, fatto emergere questa caratteristica discriminante e inaccettabile, ai sensi dei citati diritti umani, in una democrazia. Obama ha vinto grazie ai milioni di dollari di contributi che è riuscito a raccogliere tramite il Web. Soldi a lui affluiti non tanto in grazia della sua persona, quanto dalla capacità che hanno avuto gli incaricati della promozione di sfruttare la stanchezza dell'America e del mondo di sopportare la classe politica. Si è proposto per un cambiamento auspicato da tutti. Lui sconosciuto, piuttosto dei soliti noti. Se dico questo è perché sono stato tra i primi a inviare il mio contributo (sperando anche nella sincerità delle dichiarate sue convinzioni cristiane – in politica cristiani non c'erano).

I diritti di cui alla dichiarazione universale, purtroppo, non hanno valore negli Usa, come in nessuna parte del mondo, nonostante i tanti discorsi dei pagliacci della politica mondiale, sempre pronti ad esaltarli per accusare altri. Ci sono però leggi che stabiliscono regole. Anche regole che fissano precise modalità di reperire quel denaro così tanto importante ed essenziale.

Ecco, se andiamo a vedere, Obama, da politico e non certo da cristiano, s'è mostrato in grado di aggirare le regole, facendo rilevare illegalità nella raccolta che, se invece d'essere un politico ormai efferato, fosse stato un qualsiasi altro onesto cittadino, scomodo per i politici tutti, sarebbe stato condannato, magari a morte (in USA si usa). Altro che Presidente!

Il programma di raccolta fondi installato sul suo sito e che tanto ha contato, è stato bersaglio di un esperimento condotto dal New York Post, che ha identificato non una, ma una serie di violazioni delle leggi. Il Post ha provato a fare donazioni illecite che un software mediamente intelligente sarebbe stato in grado di identificare, anche, per esempio, usando più volte la stessa carta di credito fino a superare i limiti imposti. Il programma stando al quotidiano lo ha permesso, così come per esempio ha permesso l'uso di indirizzo falso, che non corrisponde all'indirizzo collegato alla carta di credito. Un trucco che nessun rivenditore permetterebbe di portare a termine, lì era possibile, diversamente dai siti dei suoi avversari, anch'essi messi alla prova e risultati più aderenti alle norme.

Da parte mia aggiungo, e ho le prove, che il suo sito accettava anche soldi da stranieri, con carte e indirizzi esteri, cosa assolutamente vietata dalla legge americana. Proprio io ho versato, anche se poi, dopo l'indagine del Post mi sono stati resi (Ormai a giochi fatti. Quando i soldi, anche i miei, avevano procurato altri soldi, rimborsare non poteva certo rimediare alla illegalità).

Ed ecco che io, sostenendo invece la validità dei diritti umani sanciti dalla dichiarazione universale, in quanto anche gli USA membri di organizzazioni internazionali che li promuovono e, talvolta perfino li impongono ad altri anche a mezzo di guerre, e accusando di illegalità commesse nella campagna elettorale, AFFERMO che la elezione di OBAMA alla presidenza degli USA è NULLA.

Lui per me è Presidente come potrei esserlo io. Mi propongo, una volta acquisito il Quirinale in forza della petizione qui proposta, con raccolta firme, di procedere con una nuova petizione internazionale in modo da potere io acquisire anche la Casa Bianca per riportare anche lì la politica al rispetto della legge e dei diritti. Poiché, se è vero che per fare soldi bisogna essere capaci, è anche vero che bisogna essere anche tanto idioti da volerli e spesso disonesti. Per cui affidare solo ai ricchi la gestione del potere in spregio ai diritti umani difficilmente potrà permettere a un onesto di governare e concorrere al progresso e alla pace.

Che aspettate a firmare?

 

 

http://firmiamo.it/annullamentoelezioni


             


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8 gennaio 2009

NON E' ANCORA PRESIDENTE, MA HA GIA' CAUSATO UNA GUERRA?

Rimando ai commenti e ai dubbi già precedentemente espressi qui riguardo alla posizione di Obama rispetto a Gerusalemme e alla questione medio-orientale (quella che fin dall'inizio della sua avventura mi è stata a cuore). Il fatto di andare in Israele a dichiarare che qualora temesse razzi sulla sua casa riterrebbe giustificata ogni azione è stato secondo la mia modesta opinione quasi invito per gli ebrei a passare all'azione. Seppure ben motivate, non posso riconoscerle come parole di uomo di pace nella sua elevata posizione. Una rinuncia a volere affrontare in modo responsabile un problema che vede ebrei e palestinesi vittime di questioni più grandi delle loro stesse comunità che coinvolgono il mondo intero e di cui ogni uomo dovrebbe ritenersi responsabile. Peggio comunque l'Europa che, a parte le parole inutili di pace impossibile dei vari politici di turno, difficilmente sembra muoversi con efficacia se non in coda all'America e a guerra fatta.  

http://firmiamo.it/annullamentoelezioni

 


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29 novembre 2008

Obama, il Papa e Gerusalemme.

  

Al Papa, che, dopo Obama e Napolitano, intende anche lui fare visita a Gerusalemme, voglio ricordare queste sue parole (dall'omelia di insediamento alla cattedra di Roma) del 7 maggio 2005:

In quanto cattolici, in qualche modo, tutti siamo anche romani.”

Obama e Napolitano si sono recati a Gerusalemme da stranieri.

Disse anche il Papa: “siamo tutti nati a Roma”.

Prima che lui vada vorrei esprimere dubbi sulla validità dei viaggi in Terra Santa di Obama e Napolitano e dubbi su queste sue ultime parole, poiché, a bene vedere, in quanto cristiani siamo secondo Valentina e secondo la storia nati a Gerusalemme. Se è vero che siamo romani, lo siamo di adozione.

Lo prego quindi, come suddito romano, di non commettere l'errore commesso da Obama e Napolitano, di non andare a Gerusalemme da straniero. Ma anzi di rivedere prima i passi della storia e riconoscersi, con noi tutti, cristiani, musulmani ed ebrei, nato a Gerusalemme. La nostra prima indimenticabile patria.


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23 novembre 2008

MESSAGGIO AL TEAM OBAMA

  

Dal momento che, nonostante mi siano stati resi i contributi versati ad Obama perché non americano, continuo a ricevere messaggi (ultimo quello di John Podestà in cui mi si richiede di inviare le mie idee da sottoporre al team Obama-Biden) per e-mail in via riservata, mi preoccupo di mettere qui all'attenzione sua, ammesso che possa avere occasione di vederla, questa immagine e, sotto, la mia IDEA:


  C'è un bimbo attaccato alla gonna della Madonna, un piccolo toscano:
Is the men who gave his name to AMERICA.

In America tutti ricordano Colombo per la scoperta, meno viene ricordato che è da un toscano che ha preso il nome, il piccolo attaccato alla Madonna: Americo Vespucci. Le diedero il suo nome pochi anni prima che morisse.

E' da domandarci cosa ci resti nell'uomo di oggi, nell'americano o nell'italiano, di quello spirito libero, di quella voglia di progredire, di scoprire il nuovo e con esso confrontarsi, che animava i toscani del rinascimento. Difficile vederlo. Si parla di crisi, di recessione, si danno colpe e si aspetta.

Maestri della modernità loro, impauriti dalla modernità noi. Americo Vespucci era uno di quei maestri. Capace di scrollarsi la bottega dalle spalle e affrontare le onde lunghe dell'oceano e della conoscenza, per spostarne più in là i confini:Deliberai lasciarmi dalla mercantia e porre il mio fine in cosa più laudabile e ferma; che fu che mi disposi d'andare a vedere parte del mondo e le sue meraviglie. Questo scrisse in una famosa lettera a Pier Soderini, gonfaloniere fiorentino.

L'America porta il suo nome, ma non ha ricevuto mai onori al pari di Colombo, con il quale tra l'altro ebbe cordiali rapporti. Dall'Alaska alla Terra del Fuoco non sembra esserci monumento che lo ricordi. Ma se Vespucci ieri ci ha offerto un mondo nuovo, oggi se ne aspetta un altro, quello che potrebbe uscire dall'America a seguito del responso delle urne elettorali. Un mondo dove ognuno sia indirizzato a mettere a frutto i talenti che, per dono di Dio, possiede. Gente che non resti troppo a piangere per la perdita di posto di lavoro, ma che sia in grado di lasciarsi dalla mercantia (tanto più se improduttiva) e porre il proprio fine in cose laudabili e ferme

Da parte sua Americo Vespucci nel testamento lasciò scritto: Vorrei che alla mia morte fossero recitate per me trentatré messe e una da requiem nella chiesa di Ognissanti.


Ecco, da toscano e CITTADINO DEL MONDO quale lui era e quale era anche per esempio Giovanni da Verrazzano, scopritore della terra di New York, la mia prima idea per John Podestà e per il “team Obama-Biden” è quella di creare gli auspici di un rinnovamento dello spirito americano adoperandosi con me per esaudire la disposizione testamentaria di questo mio conterraneo facendosi promotori della celebrazione in suo ricordo di trentatré messe in trentatré stati americani e infine una messa di Requiem a Firenze, nella sua chiesa di Ognissanti (dove tra l'altro trovasi l'affresco sopra riprodotto del Ghirlandaio, altro grande toscano) alla presenza di almeno trentatré capi di stato americani.




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13 novembre 2008

L'uomo giusto.

Pur non condividendone la linea di pensiero e pur soffrendo decisioni per me sbagliate e ingiuste, devo riconoscere che in Italia, dopo decenni di governi fasulli, questo che abbiamo ora si dimostra più concretamente intenzionato ad affrontare i problemi. Politici finalmente abbastanza regali, autoritari e determinati perfino nell'esigere (magari dagli altri più che da sé stessi) il rispetto della legge e dell'etica.

Forti di una Costituzione che accomuna e difende, credo che non sarebbe ora impossibile a una seria opposizione dare direttive altrettanto regali, autoritarie e determinate per correggere errori e ingiustizie.

Ecco quello che io, cittadino italiano, ambizioso nel mio piccolo d'essere almeno capofamiglia responsabile, pretenderei che si facesse. Secondo me ci sarebbe anche da divertirsi mettendo loro in seria difficoltà di fronte alla legge ed al buon senso. Che soddisfazione!

Ma nessuno sembra in grado. I tanti oppositori in Parlamento e fuori non fanno che mostrare incompetenza, divisioni e incertezza, rendendo nella pratica sempre più forte Berlusconi e con lui tutto lo staff che, grazie a loro, ha nel tempo costruito.

Sembra, ai più, non esserci alternativa valida. Si tollerano soprusi fatti ai cittadini (vedi quanto capitato a Valentina Braun) e si guarda con invidia Obama dall'altra parte dell'oceano come se lì le cose stessero andando meglio, mentre non ci si accorge che America e Italia sembrano andare di pari passo: Qui Berlusconi, soprattutto per la necessità di cambiare e dover spazzare gente egoista, ladra e non più credibile; là Obama, per certi versi, modi e atteggiamenti simile a Berlusconi, osannato anche lui nella speranza di cambiamento e in mancanza di meglio per opporsi ai prevaricatori della politica d'oltre oceano (nonostante i soldi spesi e le tante parole non ha certo dato altri concreti motivi giustificativi di tanto consenso).

Il vero sconfitto, sia in America che in Italia, sembra essere l'uomo giusto

Anzi, da come vanno le cose pare che l'uomo giusto sia ormai assente del tutto. E' da augurarsi che non sia così, ma se c'è, questo uomo giusto ...... che batta un colpo.

Io non scendo in piazza. Non posso come capofamiglia accodarmi a confuse liti magari anche violente dietro a dei fasulli. Aspetto lui, fedele per solo rispetto e amore del prossimo alla legge del mio stato (che da sempre vorrei applicata a tutti), ma pronto qui a combattere e a dare con il modesto mio genio, le mie modeste forze e la mia arte tutto l'aiuto possibile.


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7 novembre 2008

IL SOGNO ITALIANO

Grande Obama, si. Sono contento di avere contribuito e sostenuto un grande personaggio. Spero ancora molto in lui, ma non si mangia con l'ideologia e non si campa di discorsi. Vedremo.

Mesi di spettacolo elettorale non hanno, per ora all'atto pratico, dato alcun segnale concreto di una svolta vera. Non credo proprio che gli operatori, gli imprenditori e i lavoratori, su di lui e su quanto ha detto, possano per il momento confidare per un rilancio delle attività e della economia generale.

Unico diversivo di rilievo, per lo meno discutibile dal punto di vista economico, il velato accenno al protezionismo sul commercio internazionale. Per il resto gli accorgimenti contenuti nei programmi da lui accennati non riportano nulla di nuovo. Provvedimenti che lo stesso Berlusconi potrebbe attuare, magari con più studio sugli effetti, o addirittura avrebbe potuto proporli anche Prodi.

Penso perciò sia il caso di ritornare al nostro piccolo.

Alla nostra Italia,

-dove si continuano a dare pensioni ricche ai ricchi, che neppure ne hanno bisogno, e pensioni misere ai poveri;

-dove si continuano a diffondere proposte di investimento in stupidi fondi comuni o assicurazioni previdenziali (dando così potere a pochi di gestire e influire il mercato), anziché favorire il possesso diretto delle quote azionarie (previsto dalla costituzione);

dove si mantengono tanti mangiapane nelle organizzazioni umanitarie che si arrogano diritti di intervento su questioni che solo lo stato può e deve gestire;

-dove non c'è più eguaglianza tra cittadini e neppure tra gli stessi lavoratori, alcuni dei quali premiati da diritti speciali (vedi gli 8 anni di stipendio a casa previsti ad alcune categorie di dipendenti Alitalia), altri costretti a tirare la cinghia;

-dove a un cittadino normale, che non si piega ai misfatti delle associazioni partitiche, non è dato di partecipare alla politica se non per mezzo della presentazione di petizioni, del resto regolarmente stralciate o disperse;

-dove la giustizia è un sogno (ecco il sogno italiano) in qualsiasi grado e in qualunque campo ( a proposito che fine ha fatto la questione IRAP – qui precedentemente descritta - alla Corte costituzionale?);

-dove l'equità e il rispetto della Costituzione è assicurato solo a parole da grandi oratori, evidentemente più bravi di Obama stesso dato che dalle parole ottengono considerazione pubblica anziché ricevere la giusta condanna dai fatti.

-dove un grande artista come Valentina Braun può fare solo la fame, mentre la stupidità fa spettacolo e dà fama e denaro.



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permalink | inviato da Misterbraun il 7/11/2008 alle 9:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


 

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