.
Annunci online

Misterbraun
IO SONO SOLO LEGGENDA
 
 
 
 
           
       

MISTER da mistero BRAUN = marrone (colore della terra e del fango) SOPRA IN COPERTINA LA PECORA VALENTINA CON IL PAPA, IL PRESIDENTE E SABRINA FERILLI.

 
6 settembre 2015

LETTERA AL PAPA

Caro Papa Francesco, non si può affrontare un Giubileo lasciando Roma in mano ad amministratori imbecilli, sostenuti da partiti ladri, collusi alla mafia ed eletti dal popolo ignorante, con un sindaco che sposa gi omosessuali in spregio alla fede, oltrepassando la legge e i diritti umani. E' il successore di Pietro che deve dettare legge a Roma. Tu hai due chiavi, incompatibili tra loro per la stessa Parola di Colui che dici di amare. Ma così non potrai mai acquisire quella "infallibilità pontificia" tanto necessaria a chi ci deve guidare nell'avvicinamento al cielo. Una sola delle due chiavi è quella di Pietro, non credi sia venuto per te il momento di cedermela? Solo così io potrò liberare Roma dai ladri e renderti libero di assolvere pienamente al tuo ruolo quale detentore dell'altra delle chiavi, quella Celeste. Dai finalmente ascolto e riconoscimento al messaggio della Madonna delle Ghiaie di Bonate (nella cui immagine siamo, forse, proprio noi due rappresentati come piccioni neri) e vedrai che il percorso di Roma sarà finalmente in discesa rispetto a questo apice di disumanità che ha raggiunto coinvolgendo tutto il mondo occidentale. (Valentina Braun)


25 agosto 2015

I PARTITI E LA BIBBIA

La Bibbia è la nostra memoria e può riportarci il giusto ricordo e con esso rimetterci su una via di rinascita. Come Israele fu condotto da Mosè nel deserto, così noi dovremmo lasciarci condurre da questi ricordi fuori dai luoghi in cui siamo prigionieri e fino a quella terra promessa di cui sappiamo poco o nulla. Noi oggi abbiamo dimenticato questa promessa del Signore come abbiamo dimenticato il Signore, Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe. Serve ritornare alle radici della memoria e della coscienza ed attraverso quelle raggiungere la libertà, sempre restando convinti che esiste la libertà. È dopo Abramo, Isacco e Giacobbe che la Bibbia ci narra di un primo partito nato tra 11 dei dodici figli di Giacobbe. Uniti in partito per la invidia e gelosia verso Giuseppe, il dodicesimo fratello. Questi infatti era il più dotato di virtù e il più amato. Riuscirono così a prevalere vendendolo come schiavo e facendolo passare per morto agli occhi del padre. Ci narra poi di un altro partito, quello fatto da uno dei figli di Gedeone, Abimelech, per prevalere sui suoi settanta fratelli. Forte del fatto di avere per madre una abitante di Sichem, riunì in partito parenti e amici acquisiti tramite il ramo materno per farsi aiutare ad uccidere gli altri fratelli e diventare re senza altri pretendenti. Due casi diversi tra loro eppure straordinariamente meritevoli di attenta riflessione. Forti sono le analogie con i partiti moderni: stessa ambizione di potere, stessa gelosia verso le persone più capaci e dotate che, oggi come allora, vengono eliminate ed escluse. Sono sempre i mediocri e gli ambiziosi ad avere bisogno di crearsi o di avvalersi dei gruppi a sostegno in modo rendere inefficace quella verità che li vedrebbe perdenti nel paragone con altri maggiormente dotati di talenti e virtù e presumibilmente più idonei per fare da guida. Da allora una storia che sembra ripetersi. Si può dire che i fratelli di Giuseppe furono i precursori del comunismo, dove grazie ai partiti prevale la massa ignorante, e Abimelec del fascismo e del nazismo, dove grazie alla massa ignorante prevalgono i personaggi più arditi e capaci di ingannarla, manipolarla e sfruttarla. E sono i partiti oggi a escluderci, a dividerci, noi “fratelli d'Italia”, e a sommergerci in un intrigo di meschinità nella presunzione d'essere indispensabili per il raggiungimento della libertà. Una libertà che invece tramite loro, minoranze di mediocri prevaricatori, mai potrà esserci e bene ne erano consapevoli coloro che resero nel 1948 grande testimonianza di sapienza umana mediante la stesura di quella Dichiarazione Universale che, evidentemente riconoscendo i gravi danni provocati proprio dai partiti, dette definizione chiara al termine “democrazia” facendone un “bene universale” irrinunciabile appartenente a ciascun individuo e non ai partiti o associazioni di qualunque specie. Un bene che però, a poca distanza di anni, sembra dimenticato e prova ne è l'assurdo comportamento di questi partiti, ladri del diritto e della democrazia, delle loro assurde leggi e della mancanza di consapevolezza nei cittadini d'essere loro vittime e prigionieri. Quella consapevolezza che sarebbe primo passo verso la libertà e..... La libertà esiste. Noi lo sappiamo e possiamo, giudicando dai frutti (come la Bibbia invita a fare) e non dalle chiacchiere, acquisire quella consapevolezza e renderci conto che così, grazie ai partiti, ancora non siamo liberi e ancora “non siam popolo, perché siam divisi”. Valentina Braun http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/79222/marco-da-prato/


3 novembre 2014

PETIZIONE D'OGNISSANTI 2014

 

Accusiamo ricevuta del vostro messaggio. Provvederemo quanto prima a inviare una risposta.

Dati personali

Tipo:

Signor

Cognome:

DA PRATO

Nome:

MARCO

Nazionalità:

italiana

Indirizzo postale:

VIA FRATELLI ROSSELLI 331

codice postale:

55047

Città:

SERAVEZZA

Paese:

Italia


 

Dati sulla petizione

Nel caso in cui la commissione per le petizioni dichiarasse ricevibile la vostra petizione, siete d''accordo affinché quest''ultima venga trattata pubblicamente?

Autorizzate l''iscrizione del vostro nome in un registro pubblico, accessibile da Internet?


 

Titolo della vostra petizione:

Si richiede modifica dell'articolo 6 del Trattato sull'Unione Europea ritenendo l'attuale testo in palese contrasto con l'articolo 3 del medesimo Trattato e contradditorio rispetto ai principi fondamentali enunciati dai primi tre articoli. E conseguenti adeguamenti alle leggi di attuazione.

Il preambolo ed i primi tre articoli (salvo il comma 3° dell'articolo 1) del Trattato sull'Unione Europea lasciano intendere, quali fini della Unione Europea, il progresso economico e sociale dei loro popoli in una unione fondata su valori comuni espressamente richiamati. Mentre nei fatti, proprio in forza di quel comma 3° dell'articolo 1, viene contraddetto gran parte di quanto affermato sia nei successivi articoli del medesimo trattato sia nel Trattato sul funzionamento della Unione Europa. Testi evidentemente infelici, contradditori, pieni di vincoli dispendiosi e pleonastiche previsioni rispetto ai valori, alla cultura, alla tradizione e alla storia del continente. Una prima grande contraddizione nel trattato risulta infatti già tra gli articoli 1 e 2 come segue:

-Art. 1 c.3: “L'unione si fonda sul presente trattato e sul trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. I due trattati hanno lo stesso valore giuridico. L'Unione sostituisce e succede alla Comunità europea.”

-Art. 2: “L'unione si fonda sui valori del rispetto sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze.”

(Anche un profano che legga i trattati nel loro insieme s'accorge che se vale l'uno non può valere l'altro).

Ad ogni modo, l'impressione che si ha nella lettura dei trattati è quella di un profondo passo indietro della politica e delle leggi, anche rispetto alle norme costituzionali dei paesi aderenti, proprio riguardo a quei valori che in questi primi tre articoli si vogliono evidenziare. Ovvero di una crisi di cultura che oltretutto non può non riflettersi anche nei campi riguardanti il concreto modo di vivere dei cittadini e loro famiglie, quali l'economia e il lavoro. Sembra che ci siamo dimenticati non solo della storia, della tradizione e della fede, ma anche dei nostri grandi filosofi del passato. Tante sarebbero obiettivamente le disposizioni da rivedere se davvero si volesse vivere in una dimensione di sicurezza e benessere umano, ma alla base di tutto io credo sia il rispetto e l'accettazione degli uni verso gli altri e che solo permettendo a tutti di esprimersi e partecipare si possa riuscire a fare prevalere democraticamente le ragioni dei più saggi e anche la ragione, per cui con questa petizione chiedo solo una piccola modifica all'articolo 6 del Trattato; una modifica oltretutto indispensabile dato che non possono coesistere e non si può dare contemporenea applicazione a disposizioni in sé divergenti. Rilevo perciò quanto segue:

-all'articolo 3 comma 5 del trattato si dice: “Nelle relazioni con il resto del mondo l'Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all'eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare AL RISPETTO DEI PRINCIPI DELLA CARTA DELLE NAZIONI UNITE.”

Faccio quindi presente che la Carta delle Nazioni Unite, contiene essa stessa regole e riferimenti in materia di libertà, di protezione e di diritti. Che inoltre, quanto ai diritti umani, le Nazioni Unite stesse li risconoscono così come proclamati in una assemblea generale del 10/12/1948, ovvero nella DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. E' quindi forse inopportuno lo spreco di parole che si fa, ma soprattutto è contradditorio e inaccettabile il dettato del successivo articolo 6 dove, anziché riconoscere i diritti umani così come stabiliti dalle Nazioni Unite, alle quali si fa riferimento determinandone il rispetto, si richiamano e vi si oppongono diritti dettati da altre disposizioni (addirittura due, a loro volta già diverse tra loro). Al comma 1 si dice infatti: “L'Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI dell'Unione europea del 7 dicembre 2000, adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati.” E al comma 3: “I diritti fondamentali, garantiti dalla CONVENZIONE EUROPEA per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli stati membri, fanno parte del diritto dell'Unione in quanto principi generali.”

Allora viene da domandarsi: Dichiarazione Universale dei diritti umani; Carta dei diritti fondamentali; Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo – A quale delle tre si deve fare riferimento noi cittadini?

Un esame attento dei tre testi fa inoltre emergere un deterioramento di forza rispetto alla dichiarazione universale del 1948, come se la Convenzione Europea e la Carta dei diritti fossero fatti non per applicare ma per travisare e rendere nei fatti inefficace quel testo (anche in riferimento ai diritti di partecipazione alla politica e non a caso forse oltre il 50 per cento dei cittadini della Unione non partecipa neanche col voto).

Chiedo quindi di sostituire l'attuale articolo 6 del trattato sull'Unione europea col testo che segue: “Articolo 6. L'Unione riconosce i diritti umani della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI approvati e proclamati dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite in data 10 dicembre 1948.” E conseguentemente adeguare le norme specifiche riguardo alle procedure di attuazione. Con osservanza.


 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. petizione diritti umani

permalink | inviato da Misterbraun il 3/11/2014 alle 7:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 marzo 2014

AGGIORNAMENTO

I LIBRI DI VALENTINA BRAUN:

SU http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/79222/marco-da-prato/


4 novembre 2013

PETIZIONE D'OGNISSANTI 2013

 


 

Dati personali

Tipo:

Signor

Cognome:

DA PRATO

Nome:

MARCO

Nazionalità:

italiana

Indirizzo postale:

VIA FRATELLI ROSSELLI 331 QUERCETA

codice postale:

55047

Città:

SERAVEZZA

Paese:

Italia


 

Dati sulla petizione

Nel caso in cui la commissione per le petizioni dichiarasse ricevibile la vostra petizione, siete d'accordo affinché quest'ultima venga trattata pubblicamente?

Autorizzate l'iscrizione del vostro nome in un registro pubblico, accessibile da Internet?


 

Titolo della vostra petizione:

"DEMOCRAZIA" valore culturale europeo e diritto irrinunciabile ai sensi art.20 e 21 della Dichiarazione Universale Diritti Umani di cui si chiede garanzia attraverso inserimento dei diritti dei citati art. 20 e 21 in norme della Unione e attraverso la adozione di provvedimenti verso lo stato ITALIA ove tale valore è nei fatti e in diritto reso inaccessibile al cittadino.

Ai sensi art. 6 del Trattato sul funzionamento della UE, l'Unione ha competenza diretta sulla cultura.

Ai sensi art 4 c.2 del Trattato sul funzionamento della UE, uno dei settori su cui l'Unione ha una competenza concorrente a quella degli stati membri riguarda lo “spazio di libertà, sicurezza e giustizia”.

Ed è in base a tali disposizioni e richiamando anche le “disposizioni di applicazione generale” di cui agli articoli 7, 8 e 10 del medesimo testo che viene proposta petizione, facendo preliminarmente presente che il TRATTATO DELL'UNIONE EUROPEA prevede:

Art.2) - L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze.....

Art.3) - .... L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali....

Art.9) - L'Unione rispetta, in tutte le sue attività, il principio dell'uguaglianza dei cittadini, che beneficiano di uguale attenzione da parte delle sue istituzioni, organi e organismi..... Nonché riconoscimento dei diritti, libertà e principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali e adesione alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (art.6).

FATTO

In data 15/7/2002 la Camera dei Deputati italiana, arbitrariamente a giudizio del richiedente e senza alcun fondamento legale, autodeterminò la sua validità, pur non essendo composta a norma tassativamente prevista dall'art. 56 costituzione, in spregio ai più fondamentali principi del diritto e contravvenendo in modo chiaro e inequivocabile a un'altra delle disposizioni più tassative e importanti della Costituzione medesima (art.XVIII u.c.):”La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come legge da tutti i cittadini e dagli organi dello stato”. Fu quindi un parlamento non costituito a norma di legge (legittimo?) a emanare la legge elettorale italiana per il parlamento (L.270 del 21/12/2005), evidenziando scarso senso delle regole democratiche e disprezzo del diritto. La legge risultò infatti fin da subito palesemente illegittima anche ad autorevoli esperti, fatta in favore delle associazioni politiche, in odio ai cittadini singoli e alla democrazia, tanto che gli stessi autori ebbero a definirla “una porcata” e “porcellum” fu definita dal politologo Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti a livello internazionale. Nonostante il passare degli anni, le proteste e le promesse, nessuna modifica è stata apportata. Anche l'ultima delle elezioni è stata effettuata con questa legge, ancora nei fatti premiale a coloro che ne furono autori e loro associazioni che possono così facilmente escludere dalla competizione politica gran parte dei cittadini. Ad ulteriore danno dei diritti democratici del sottoscritto e dei cittadini tutti, si profila oggi l'allontanamento dei soggetti di maggiore importanza elettorale, quali Berlusconi, Monti, Bersani, Grillo, costretti a lasciare mano libera a soggetti pressoché sconosciuti agli elettori, mai votati individualmente, che sono lì per opportunità concessa loro da pochi fattori di inserirsi nelle liste di candidati al seguito dei leader, magari pagando.

CIÒ CONFERMATO IN FATTO

Pare di rilevare al sottoscritto cittadino, oltre alle illegittimità sopra denunciate, un chiaro intento criminale dei partiti nei confronti suoi e dei cittadini tutti, inteso a limitare o negare i diritti di partecipazione alla vita politica del paese che sono a fondamento della democrazia, dello stato e della stessa Unione europea. La permanenza e l'uso ripetuto di regole elettorali così penalizzanti verso i cittadini e premianti verso le associazioni e lobbies di partito, mette in dubbio la legittimità stessa di quelle associazioni, chiamate partiti, evidentemente fatte con fine prioritario di fare prevalere le minoranze da loro rappresentate sul popolo tutto, in violazione dell'art.294 del codice penale, avendo messo in atto con DUPLICE inganno una legge che nei fatti impedisce in tutto o in parte l'esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme alla sua volontà. (art. 18 cost.: I cittadini hanno diritto di associarsi... per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.) Chiara inoltre sembrerebbe la mancanza di rispetto all'art.49 cost. : Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. I partiti italiani questo “metodo democratico” l'hanno evidentemente dimenticato da tempo, se non anche la fede democratica. Prevalgono infatti interessi di potere e anche di denaro tant'è che restano attribuiti ai partiti denari pubblici rinnegando la volontà popolare democraticamente espressa con referendum da 31 milioni di italiani nel 1993 (frequentemente alla ribalta e ormai sotto gli occhi del mondo anche sperperi ingiustificati e senza regole). Del ché consegue inoltre il disagio dei cittadini di non avere più riferimenti politici degni di considerazione, al punto di vedere spesso notevoli cali di votanti o effetti secondari quali l'azione di gruppi di disturbo, es. quello di Grillo, se non anche il rischio di violenze e rivolte civili, ad ulteriore deperimento di quegli spazi di libertà, sicurezza e giustizia che anche l'U. E. promette di assicurare ai propri cittadini.

PER I SUESPOSTI FATTI E CONSIDERAZIONI Il sottoscritto ritiene che non ci sia più in Italia alcun organo istituzionale legittimo ai sensi di costituzione; che l'Italia sia caso da prendere in considerazione in ambito UE poiché in nessuno stato democratico di diritto, in vigenza di una Costituzione universalmente riconosciuta quale è quella italiana, mai si sono verificati atti così gravi e palesemente commessi in violazione alle regole; che da un prossimo giudizio della Corte Costituzionale, già in programma a breve, risulterà evidente, insieme alla illegittimità della legge, anche la incapacità se non la criminalità di coloro che attraverso i cosiddetti partiti hanno agito in disprezzo delle normative; che sarebbe oltremodo penalizzante e irragionevole consentire di rimanere in carica a coloro che hanno dato prova di tali mancanze ed altrettanto irragionevole sarebbe lasciare fare a loro una nuova legge elettorale e organizzare, sempre loro, una nuova elezione.

RIMANENDO A DISPOSIZIONE ANCHE PER AUDIZIONE, CHIEDE In via prioritaria

1) che l'Unione Europea, attribuendo definizione e valore culturale al termine “democrazia”, garantisca con precisione ai cittadini europei, con proprie normative, i diritti di partecipazione politica fissati dagli articoli 20 e 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, non culturalmente recepiti dalle attuali normative, ma fondamentali per la realizzazione e la definizione stessa di “democrazia”;

2) di riconoscere l'illegittimità dei mandati e invalidare quindi le autorità dello stato italiano, confermando quanto prima il sottoscritto, in qualità di professionista europeo iscritto in albo dottori commercialisti e abilitato alla rappresentanza di società ed enti, quale rappresentante unico provvisorio dello stato italiano con veste di “commissario speciale”, stante la mancanza di rappresentanti legittimi e muniti di regolare mandato;

In via subordinata di intervenire comunque e di adottare misure idonee e rispondenti alla gravità dei fatti sopra illustrati e della situazione politica venutasi a creare, ribadendo che in uno stato di diritto, si deve rispettare il diritto, per cui la amministrazione o si affida a cittadini regolarmente eletti e quindi con mandato legittimo o, in mancanza, tutti i cittadini hanno pari poteri e diritti. Certamente quello che da parte vostra sarebbe offensivo per me, cittadino europeo oltreché italiano, onesto fino a prova contraria, trascurare la legge e i principi richiamati in questa petizione per dare piuttosto ascolto a un parlamento, abusivo ai sensi di legge, o a rappresentanti con mandato illegittimo e ottenuto con inganno. Con osservanza.


 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. PETIZIONE

permalink | inviato da Misterbraun il 4/11/2013 alle 7:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 ottobre 2013

EVENTO A FORTE DEI MARMI

FORTE DEI MARMI. CRONACA.
Notevole il successo riscosso dagli autori Fulvio Francesco Lorenzi e Valentina Braun (alias Marco Da Prato) nell'incontro tenutosi sabato 12 presso la sala convegni del Mutuo Soccorso di Forte dei Marmi. Le due pubblicazioni: “Per non dimenticare” e “Il lavoro – al n.1 di una Costituzione lontana dalla gente eppur sempre presente”, trattando argomenti di grande attualità, hanno interessato una nutrita platea e dato modo alla brava giornalista Silvana Arata, conduttrice, di fare emergere aspetti fino ad oggi poco dibattuti, grazie anche alla competenza e capacità dei relatori: Simona Leonardi, scrittrice, Ezio Marcucci, storico, il Giornalista Guidi Umberto e ad originali note degli autori brevemente esposte con l'aiuto del dottor Matteo Da Prato. La Costituzione e la democrazia, intesa come “bene universale”, sono state al centro di un emozionante dibattito nel quale si è anche ricordato il padre di Silvana Arata, ovvero Fidia Arata un politico dei tempi passati. Numeroso il pubblico e tra le presenze anche personaggi della cultura e delle professioni. Sono intervenuti all'incontro la dottoressa Antonella Manzione, comandante dei vigili di Firenze, la dottoressa Amelia Coli, nota commercialista e assessore alle finanze del comune di Lucca, il professor Leopoldo Belli, il maestro pittore Gian Paolo Giovannetti, lo scrittore Guerrino Viti, il dottor Umberto Tommasi, presidente della società Mutuo Soccorso di Forte dei Marmi. Le pubblicazioni presentate possono essere acquistate presso librerie “LAFELTRINELLI”.

 

http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/catalogo/searchresults.html?prkw=valentina+braun&x=17&y=24&cat1=&prm=

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788891049346/Per_non_dimenticare/Lorenzi_Fulvio_F.html

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. costituzione lavoro

permalink | inviato da Misterbraun il 19/10/2013 alle 9:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

6 luglio 2013

VALENTINA A VILLA BERTELLI

 

VILLA BERTELLI – FORTE DEI MARMI



 

Gli eventi di Luglio e Agosto 2013



 

Le serate dedicate a “Gli incontri di Villa Bertelli” sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti



 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. valentina braun

permalink | inviato da Misterbraun il 6/7/2013 alle 6:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 novembre 2012

PETIZIONE DI OGNISSANTI 2012

 PETIZIONE UE PRESENTATA 01/11/2012

Titolo della vostra petizione:

SI CHIEDE DI LIBERARE LA REGIONE SICILIA RIPORTANDOLA IN UNA EUROPA DOVE ABBIA VALORE LA DEMOCRAZIA ANNULLANDO LE ELEZIONI DEL 28 OTTOBRE 2012 PERCHE' ILLEGITTIME E FATTE IN SPREGIO ALL'ARTICOLO 2 DEL TRATTATO SULL'UNIONE EUROPEA.

Il concetto base della presente petizione è "DEMOCRAZIA BENE UNIVERSALE". Si riconosce la Democrazia come bene immateriale sancito anche come diritto umano irrinunciabile dall'articolo 21 della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI che così testualmente recita:

“1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio Paese. 3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.” Questo BENE UNIVERSALE è quindi strettamente personale e deve essere garantito ad ogni individuo, essere umano, affinché possano ritenersi riconosciuti i valori di cui all'articolo 2 del Trattato sull'unione europea.

Questo BENE UNIVERSALE non è stato concesso invece in Sicilia dove, in forza di una legge elettorale a nostro giudizio illegittima e lesiva anche dei diritti fissati dalla Costituzione italiana, la stragrande maggioranza di cittadini non ha alcuna possibilità di partecipare al governo del paese né direttamente né attraverso rappresentanti liberamente scelti. Invece di attribuire diritti di partecipazione agli individui, esseri umani, la legge concede infatti in esclusiva i diritti politici ad associazioni inumane e disumanizzanti, chiamate partiti, formate da pochi col supporto di un esiguo numero di iscritti ignoranti della legge e dei diritti, le quali arbitrariamente scelgono candidature solo tra coloro ad esse collusi, di modo che il cittadino elettore non possa fare altro che votare questi o non votare. Il popolo non ha così alcuna possibilità di esprimere una volontà popolare che sia diversa da quelle volontà associative, generalmente limitate nelle logiche e nelle definizioni e comunque ben lontane dal rappresentare le aspirazioni vere della gente comune.

Questo BENE UNIVERSALE non è difficilmente verificabile. Seppure ormai questa Europa, sembra sia diventata ignorante al punto di non sapere più nemmeno dare una definizione e un significato preciso a parole da secoli conosciute, come FAMIGLIA (vedi esito mia petizione d'ognissanti del 2011), FEDE, LAVORO, REDDITO ecc., per quanto riguarda la DEMOCRAZIA non possono esserci dubbi ed è proprio quell'articolo 21 della Dichiarazione Universale, sopra riportato, che la fissa in modo inequivocabile. Ovvero: -dove ad ogni individuo sono concessi i diritti dell'art.21 c'è democrazia, dove quei diritti non sono concessi ad ogni individuo non c'è democrazia.

Per tutto quanto sopra chiedo

-che sia verificata alla luce dell'art. 2 del trattato europeo la non rispondenza delle elezioni tenute in Sicilia in data 28 ottobre 2012, dove solo il 47,42% della popolazione si è recata alle urne e dove coi soli voti di un quaranta per cento di popolazione si è fatto un governo premiando proprio i gruppi che hanno potuto contare sul più alto numero di nemici della democrazia od ignoranti della legge e dei diritti, a quelli che sono i valori fondamentali su cui l'Europa tutta ha creato i presupposti della propria ragione di esistere come unione;

-che siano quindi dichiarate non legittime ed annullate le elezioni tenutesi in data 28 ottobre 2012;

-che si provveda a stabilire nuove elezioni con regole democratiche alla cui formazione riterrei opportuna la partecipazione e supervisione dell'artista Valentina Braun.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. europa sicilia legge elettorale petizione

permalink | inviato da Misterbraun il 17/11/2012 alle 11:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

12 settembre 2012

LEGGE ELETTORALE

PROPOSTA INVIATA AI GRUPPI PARLAMENTARI E AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA IN DATA 11/9/12:
IL sottoscritto cittadino italiano,
Visti gli articoli 51 e 54 della Costituzione;
Vista tradita la disposizione finale XVIII ultimo comma della Costituzione, in data 15/7/2002, dalla Camera dei Deputati autoproclamatasi valida pur non avendo il numero di deputati tassativamente previsti dall'art.56 Costituzione, quindi compiendo abuso certo alla legge e di tale gravità da far ritenere il parlamento stesso illegittimo;
Vista le legge elettorale, emessa proprio da quel parlamento illegittimo, a sua volta di dubbia legittimità costituzionale nel contenuto tanto da fare ritenere illegittimo anche il parlamento attuale eletto in forza di tale illegittima legge;
Ritenendo essenziali in una democrazia ed irrinunciabili anche ai sensi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani i diritti di elettorato attivo e passivo, previsti dall'art. 21 e pregiudicati dai citati errori operativi e legislativi;
Si pregia di offrire al parlamento una possibilità di rimedio alla confusa situazione di disagio nazionale, che lo pone in stato di dubbia autorità in modo apparentemente insanabile dal punto di vista costituzionale, proponendo, Il seguente progetto di legge:
LEGGE ELETTORALE PER IL RISPRISTINO DELLA LEGALITA' E DELLA DEMOCRAZIA.
Art. 1) Ai fini della esecuzione delle elezioni politiche per la formazione del Parlamento ai sensi del Titolo I parte II della Costituzione i candidati sono distinti in due liste (o partiti):
1 - LISTA DEMOCRATICA SOCIALISTA per raccogliere cittadini di ispirazione democratica socialista;
2 - LISTA DEMOCRATICA LIBERALE per raccogliere cittadini di ispirazione democratica liberale.
Art. 2) Ogni cittadino italiano che abbia i requisiti di legge, può proporre la ammissione della propria candidatura alla Camera presso le Circoscrizioni Elettorali e la ammissione della propria candidatura al Senato presso le Regioni, specificando la lista in cui desidera essere inserito. Alla Regione Lazio si presentano, con eguali modalità, le proposte di candidatura relative alle circoscrizioni estero per la Camera e per il Senato. La proposta comporta assunzione di impegno politico e di rispetto delle regole democraticamente fissate nell'ambito della lista prescelta e può essere effettuata personalmente, o anche attraverso una associazione politica che non abbia mai usufruito di finanziamente pubblici elettorali o che, avendoli ricevuti, abbia precedentemente disposto liquidazione del proprio intero patrimonio in favore dello stato. Possono inoltre proporre un candidato per la Camera e uno per il Senato i consigli provinciali degli ordini professionali, le sedi provinciali delle primarie associazioni sindacali e di categorie imprenditoriali e le università, allegando accettazione e scelta della lista sottoscritta del soggetto prescelto. Per quanto riguarda le circoscrizioni estero, allo stesso modo potranno agire associazioni internazionali riconosciute in Italia, presso la regione Lazio, proponendo ciascuna un candidato per la Camera e uno per il Senato.
Art. 3) Sulla base delle proposte pervenute sono formate per ciascuna circoscrizione e regione le 2 liste di candidati alla elezione con i nominativi prodotti da associazioni politiche fino ad un massimo di un terzo del totale dei candidati previsto per la elezione di ciascuna lista. L'inserimento di questo primo terzo sarà coordinato presso il Ministero dell'Interno in modo da ripartire il complessivo nazionale delle candidature in proporzione agli iscritti di ciascuna associazione. Ai rimanenti due terzi o parti superiori delle liste, sono attribuiti altri nominativi di liberi cittadini risultanti dalle proposte come segue:
fino a un massimo di un terzo delle candidature, si assumeranno a riferimento le proposte di ordini professionali, associazioni sindacali e di categorie, università e associazioni internazionali. In caso di eccesso di candidati rispetto alle candidature così spettanti (massimo un terzo del totale di candidati previsto per la elezione) i medesimi organismi potranno, in sede nazionale, accordarsi e scegliere tra questi i nominativi da inserire nelle liste. In mancanza di scelta o in caso di scelta incompleta in termini congrui, verranno assunti, nell'ambito di ciascuna categoria, i nominativi dei cittadini più vicini all'età di anni 55 fino a integrare la quota di candidature come sopra fissata.
a completamento totale delle 2 liste, ove le candidature superino il numero massimo di candidati ammesso, si procederà infine a pubblico sorteggio tra tutti quelli la cui proposta di candidatura, sia personale sia prodotta da altri, sia rimasta fin qui esclusa. I sorteggi avverranno, in ciascuna regione per le candidature al Senato, in ciascuna Circoscrizione elettorale per le candidature alla Camera, nella regione Lazio per le circoscrizioni estero di Camera e Senato, ad opera di funzionari di stato e alla presenza di notaio. Il numero di candidati di ciascuna lista locale non può essere inferiore a tre volte il numero delle persone da eleggere né superiore a questo aumentato fino a un terzo in caso di eccedenza delle proposte di candidatura presentate, salvo le previsioni di cui al successivo articolo 6.
Art.5) Una volta formate le 2 liste in ogni circoscrizione e in ogni regione i candidati di ciascuna di queste devono riunirsi per la nomina tra di loro di un proprio rappresentante locale di lista. I rappresentanti locali di lista così nominati dovranno a loro volta riunirsi, in base alla lista di appartenenza, in sede nazionale per eleggere, almeno 77 giorni prima della data fissata per la elezione, un capogruppo e dodici consiglieri, di cui non più di un terzo tra i proposti da associazioni politiche. I due organismi direzionali così eletti rappresenteranno tutti i candidati delle rispettive 2 liste indicate all'art.1 e avranno compito di organizzare adeguatamente anche dal punto di vista informativo e in equità la elezione in collaborazione con i ministeri competenti, nonché di redigere un regolamento operativo interno alle rispettive liste di appartenenza.
Art.6) Ogni associazione libera di natura politica e di fede democratica, diversa dalle associazioni politiche riconosciute dalla presente legge, è tenuta a rispettare la forma delle due liste, aderendo a quella ritenuta più rispondente alle proprie aspirazioni politiche e sostenendo le candidature individualmente proposte da propri iscritti ai sensi dell'art.1. Tale sostegno, mediante sottoscrizione della candidatura medesima di almeno l'uno per mille degli elettori iscritti nel territorio di competrenza elettorale, con raccolta di firme in calce a copia della proposta presentata con le modalità previste per le firme dei referendum dalla Legge n.352 del 25 maggio 1970, produrrà la ammissione del candidato in aggiunta alle liste formate ai sensi dell'art. 4.
Art.7) Le proposte di candidatura di cui all'art. 1 devono essere presentate a mezzo di posta elettronica certificata su modello predisposto dal Presidente della Repubblica e da questo reso reperibile in rete telematica sul sito di competenza, insieme agli indirizzi telematici di destinazione. Il modello dovrà, in prima pagina, prevedere, oltre alle generalità complete anche di stato civile, composizione familiare e occupazione, un curriculum vitae da cui risultino le precedenti occupazioni, precisando luoghi e mansioni, nonché dichiarazione di impegno, di rispetto delle regole e di scelta della lista. Una seconda pagina dovrà essere riservata al proponente per esprimere in forma libera i chiarimenti che riterrà opportuni e i motivi per cui si ritiene all'altezza di poter garantire il servizio pubblico che la elezione comporta. Alle proposte di associazioni politiche; a quelle di ordini professionali, associazioni di categoria, università, e a quelle sottoscritte da eventuali associazioni libere, dovrà essere aggiunta una pagina per le motivazioni della candidatura ad opera dei citati soggetti proponenti o sostenitori. Almeno trenta giorni prima della elezione dovrà procedersi alla stampa e diffusione di opuscolo contenente quanto come sopra prodotto in relazione a ciascuno dei candidati confluiti nelle liste in ciascuna circoscrizione elettorale della Camera e, per il senato, in ogni regione.
Art.8) Le regole di assegnazione dei seggi in base al risultato elettorale dovranno essere preliminarmente precisate, in linea al dettato costituzionale, tra gli organismi direzionali delle due liste e le attuali autorità di stato competenti in materia che dovranno dare efficacia giuridica alla normativa almeno trenta giorni prima della data fissata per le elezioni.
Con auguri all'Italia tutta, pongo la proposta in rispetto di un mio diritto negato da anni e dei diritti umani irrinunciabili per tutti, confidando che anche I DESTINATARI ne abbiano considerazione. 
VALENTINA BRAUN


21 dicembre 2011

PAZZI ITALIANI O GESU' BAMBINO?

 

Qui sembra di vivere tra pazzi e si parla di cultura tanto a destra che a sinistra! Ma quale cavolo di cultura è se la politica sembra fatta apposta per esaltare i mediocri e chiudere la strada alle persone più dotate di virtù, probità e onesta? Qui è la politica che fa la cultura e sembra la cultura dei balordi. Si continua a affidare le sorti delle comunità a coloro che sono stati la causa di disastri. E sotto gli occhi di tutti. E quello che più fa meraviglia è la gente: sempre pronta a criticare, protestare e lamentarsi di loro eppure sempre pronta a ascoltare, a sostenere e anche a confermare col voto i mediocri e ladri piuttosto che cercare alternative. Manca la cultura al rispetto dell'essere umano e dei diritti umani, manca la sicurezza di un pensiero comune che possa dare forza e speranza. 
Bè'! io l'ho già detto. Condivido il pensiero di Valentina Braun:
"LA DEMOCRAZIA E' UN BENE UNIVERSALE CHE ESISTE QUANDO SONO GARANTITI AI CITTADINI I DIRITTI DI CUI ALL'ARTICOLO 21 DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI PER CUI I PARTITI CHE DA ANNI AGISCONO IN SPREGIO ALLA COSTITUZIONE E NEGANO PALESEMENTE QUESTI DIRITTI IRRINUNCIABILI (vedi legge elettorale) SONO I NOSTRI NEMICI. - Questo è il pensiero che condivido. Domando: possiamo farne almeno in Italia un pensiero unico? Chi condivide? Possibile che ci sia solo Valentina Braun a cercare di dare spazio agli uomini più ragionevoli?
Tutti vogliono a parole cambiare, tutti invocano la democrazia, ma nessuno, nessuno, nessuno da anni fa nulla, nessuno propone qualcosa di serio; tutte pagliacciate di presuntuosi fattoroni e sapientoni che vogliono parlare di tutto meno di quello che è da discutere e fare di tutto meno quello che va fatto,  che ci dividono su tutto invece di unirci. Tutti parlano di rivoluzione ma nessuno che possa essere degno di considerazione, nessuno che possa essere preso a riferimento e guida, nessuno. Ognuno per sé e Dio con... con chi? Neanche Lui sembra più voluto da nessuno. Chi ha talento, doti e ragione di uomo è costretto dalla massa dei pazzi a stare in disparte, così Dio. Se parla..... Il pazzo è lui. Così Valentina, la pazza.

BUON NATALE!!""" PAZZI INCOSCIENTI CONCITTADINI ITALIANI. 
E .... ALMENO PREGATE E... SPERIAMO BENE! 


 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. democrazia

permalink | inviato da Misterbraun il 21/12/2011 alle 8:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 settembre 2011

SCIOPERO: "UN'ORA PER LA VERITA'

LA DATA DI QUESTO EVENTO E' PASSATA MA LA PROPOSTA DI SCIOPERO RIMANE PRONTA PER ESSERE RIPRESA INSIEME A UNA PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE IN UN PROSSIMO VENERDI' PROPIZIO CHE GLI ITALIANI E LORO RAPPRESENTANTI DI ORDINI PROFESSIONALI E PARTI SOCIALI (ai quali purtroppo sembra ancora mancare un venerdì) VOLESSERO INDICARE.
EVENTO PRECEDENTEMENTE PUBBLICATO RINVIATO A VENERDI 4/11/11 STESSA ORA DALLE 16,00 ALLE 17,00. POSSIBILI SUCCESSIVI RINVII DI VENERDI IN VENERDI QUALORA LA DIFFUSIONE DELL'INVITO NON SIA RECEPITA NELL'INTERO PAESE ANCHE ATTRAVERSO LE RAPPRESENTANZE DI CATEGORIA E GLI ORGANI DI INFORMAZIONE (fino ad ora incredibilmente e colpevolmente fuggiaschi rispetto ai nostri numerosi inviti e alla verità). RITENGO DI DOVERE INSISTERE E TENERE IL MESSAGGIO SULLA TESTA DI TUTTI PERCHE' O SI TORNA ALLA VERITA' DANDO FINALMENTE VALORE EFFETTIVO A QUELLE GRANDI CARTE DEL 1948 (COSTITUZIONE E DICHIARAZIONE UNIVERSALE) O SI MANDA IL PAESE A CARTE 48.
http://www.facebook.com/event.php?eid=202288663168477

DAVANTI ALLA LEGGE DI KAFKA.
Davanti alla legge sta un guardiano. Un uomo di campagna viene da questo guardiano e gli chiede il permesso di accedere alla legge. Ma il guardiano gli risponde che per il momento non glielo può consentire.

L’uomo dopo aver riflettuto chiede se più tardi gli sarà possibile. «Può darsi,» dice il guardiano, «ma adesso no». Poiché la porta di ingresso alla legge è aperta come sempre e il guardiano si scosta un po’, l’uomo si china per dare, dalla porta, un’occhiata nell’interno.

Il guardiano, vedendolo, si mette a ridere, poi dice: «Se ti attira tanto, prova a entrare ad onta del mio divieto. Ma bada: io sono potente. E sono solo l’ultimo dei guardiani. All’ingresso di ogni sala stanno dei guardiani, uno più potente dell’altro. Già la vista del terzo riesce insopportabile anche a me.»

L’uomo di campagna non si aspettava tali difficoltà; la legge, nel suo pensiero, dovrebbe esser sempre accessibile a tutti; ma ora, osservando più attentamente il guardiano chiuso nella sua pelliccia, il suo gran naso a becco, la lunga e sottile barba nera all’uso tartaro decide che gli conviene attendere finché otterrà il permesso.

Il guardiano gli dà uno sgabello e lo fa sedere a lato della porta. Giorni e anni rimane seduto lì. Diverse volte tenta di esser lasciato entrare, e stanca il guardiano con le sue preghiere. Il guardiano sovente lo sottopone a brevi interrogatori, gli chiede della sua patria e di molte altre cose, ma sono domande fatte con distacco, alla maniera dei gran signori, e alla fine conclude sempre dicendogli che non può consentirgli l’ingresso.

L’uomo, che si è messo in viaggio ben equipaggiato, dà fondo ad ogni suo avere, per quanto prezioso possa essere, pur di corrompere il guardiano, e questi accetta bensì ogni cosa, però gli dice: «Lo accetto solo perché tu non creda di aver trascurato qualcosa.»

Durante tutti quegli anni l’uomo osserva il guardiano quasi incessantemente; dimentica che ve ne sono degli altri, quel primo gli appare l’unico ostacolo al suo accesso alla legge. Impreca alla propria sfortuna, nei primi anni senza riguardi e a voce alta, poi, man mano che invecchia, limitandosi a borbottare tra sè.

Rimbambisce, e poiché, studiando per tanti anni il guardiano, ha individuato anche una pulce nel collo della sua pelliccia, prega anche la pulce di intercedere presso il guardiano perché cambi idea.

Alla fine gli s’affievolisce il lume degli occhi, e non sa se è perché tutto gli si fa buio intorno, o se siano i suoi occhi a tradirlo. Ma ora, nella tenebra, avverte un bagliore che scaturisce inestinguibile dalla porta della legge.

Non gli rimane più molto da vivere. Prima della morte tutte le nozioni raccolte in quel lungo tempo gli si concentrano nel capo in una domanda che non ha mai posta al guardiano; e gli fa cenno, poiché la rigidità che vince il suo corpo non gli permette più di alzarsi. Il guardiano deve abbassarsi grandemente fino a lui, dato che la differenza delle stature si è modificata a svantaggio dell’uomo.

«Che cosa vuoi sapere ancora?» domanda il guardiano, «sei proprio insaziabile.» «Tutti si sforzano di arrivare alla legge,» dice l’uomo, «e come mai allora nessuno in tanti anni, all’infuori di me, ha chiesto di entrare?»

Il guardiano si accorge che l’uomo è agli estremi e, per raggiungere il suo udito che già si spegne, gli urla: «Nessun altro poteva ottenere di entrare da questa porta, a te solo era riservato l’ingresso. E adesso vado e la chiudo.»




permalink | inviato da Misterbraun il 23/9/2011 alle 19:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 settembre 2011

SCIOPERO 23/9/2011 ORE 16,00 - 17,00

 

SPEDITA OGGI 11 SETTEMBRE 2011 ALLE DIREZIONI NAZIONALI DEGLI ORGANISMI INDICATI PER DARE CONFERMA UFFICIALE ALL'EVENTO.

Alle direzioni di:
ORDINI PROFESSIONALI
ASSOCIAZIONE MAGISTRATI
DIRIGENTI SCOLASTICI
SINDACATI
ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA

SCIOPERO: dalle 16,00 alle 17,00 del 23/9/2011 - “UN'ORA PER LA VERITA'”.

Vista la situazione di disagio e malumore della politica attuale, da tutti sentita e da voi spesso denunciata, siamo certi che vorrete provvedere ad informare tempestivamente gli iscritti delle categorie da Voi rappresentate, dell'evento in oggetto diramandone le motivazioni (vedi allegato*).
Ricordando che il rispetto della Costituzione e dei principi fondamentali su cui si basa è essenziale per una migliore convivenza, nonché per un migliore governo, e che è Vostro specifico dovere proteggere i vostri assistiti da qualunque errore, abuso o danno, vogliamo anche mettere in chiaro che, ove gli errori posti a fondamento della iniziativa, veri e accaduti, fossero da voi ritenuti non gravi come noi li riteniamo, è comunque Vostro dovere porli al giudizio della totalità degli iscritti i quali, cittadini italiani, hanno diritto di riceverne da Voi informazione, di valutarli individualmente e di decidere.
Convinti che tra persone civili la VERITA' debba comunque prevalere, insieme alla Legge, confidiamo in un responsabile e positivo accoglimento della presente e porgiamo distinti saluti.

* ALLEGATO IL TESTO DI BASE DEL LINK (ovvero la proposta qui pubblicata il 31 luglio).

http://www.facebook.com/event.php?eid=202288663168477

La lettera era pronta da tempo. Senza firma. Poiché non conta chi la propone. Io stesso non ho importanza, potrò avere importanza e come tutti contare per uno quando il 23 resterò a riflettere se prima ci sarà stata azione comune per mettere a conoscenza tutti della iniziativa. Ovvio che, credendoci, c'è da darsi TUTTI da fare in questi giorni, magari anche e-mail a associazioni, giornali, amici. 13 giorni di fuoco su tutti. Dai che ce la facciamo! E' NECESSARIO... ALMENO DIMOSTRIAMO COSI' DI VOLERE CONTARE PER UNO... SEMPRE.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sciopero

permalink | inviato da Misterbraun il 11/9/2011 alle 11:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

Ultime cose
Il mio profilo



me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

   
sfoglia     agosto