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MADONNA DELLE GHIAIE (13)

 

13^ apparizione

Mercoledì 31 maggio 1944

Diario.

La Madonna in questo giorno apparve alle otto di sera; vestiva come nella prima apparizione; sorrideva, ma non era il sorriso bello come nelle altre sere, però la sua voce era soave. Mi disse: “Cara figliola, mi dispiace doverti lasciare, ma la mia ora è passata. Non sgomentarti se per un po' non mi vedrai; pensa a quello che ti ho detto; nell'ora della tua morte verrò ancora. In questa valle di dolore sarai una piccola martire. Non scoraggiarti, desidero presto il mio trionfo.

Prega per il Papa e digli che faccia presto, perché voglio essere premurosa con tutti in questo luogo. Qualunque cosa mi si chiederà, io la intercederò presso il Figlio mio.

Sarò io la tua ricompensa, se il tuo martirio sarà degno. Queste mie parole ti saranno di conforto nella prova. Sopporta tutto con pazienza perché verrai con me in Paradiso. Quelli che volontariamente ti faranno soffrire non verranno in Paradiso se prima non avranno riparato e non si saranno pentiti proprio di cuore.

Sta' allegra, che ci vedremo ancora, piccola martire.

Sentii un dolce e soave bacio posarsi sulla mia fronte poi, come le altre sere, scomparve.


 

E qui, su questo saluto finale, ci sarebbe da scrivere pagine.

Ma io sono solo un piccolo uomo di mondo e al momento ritengo il mio compito finito. Come piccione viaggiatore ho consegnato il messaggio; lascio ad altri ogni ulteriore considerazione e, in particolare, al Vescovo di Bergamo: “voglio essere premurosa con tutti in questo luogo” e al Papa: “Prega per il Papa e digli che faccia presto”. Sono loro infatti i destinatari unici di quel segreto riportato da Adelaide, loro ad avere quindi un vantaggio, anche su di me.

Del resto, per quanti sforzi possa fare per accontentare questa eccezionale donna non potrei mai essere all'altezza di coloro che dedicano la loro vita in castità e purezza al suo amatissimo figlio, sposo della chiesa che essi rappresentano. Come risulta dalle parole che sopra ho evidenziato spetta al Papa la parola (qualcosa dovrà pur fare per eliminare le contraddizioni di cui sembra responsabile la sua chiesa). Io non posso, per ora, fare altro che aggiungere la mia preghiera a quella di Adelaide e sfruttare le mie qualità di uomo di mondo per indurlo a fare presto.

Faccio perciò presente, a lui e a tutti, che:

* i numeri usciti al superenalotto giovedì 30 luglio sono fatto eccezionale. Una serie di numeri così straordinariamente pertinenti da indurre alla riflessione tutti, un segno non solo per il Papa;

*Un Papa che prega anche lui come tutti e dice “Venga il tuo regno SIA FATTA LA TUA VOLONTA' così in cielo come in terra” deve per primo saper riconoscere i segni, adoperarsi per capire e agire per la realizzazione di quella volontà – e qui si dice “presto”;

*SONO COLORO CHE NON COMPRENDONO (vedi 12^ apparizione) a causare le sofferenze di Adelaide (e di Maria) per cui chi volontariamente non vuole comprendere, volontariamente la fa soffrire e qui si dice, per loro, che: “non verranno in Paradiso se prima non avranno riparato e si saranno pentiti proprio di cuore”. Inutile perfino pregare se non riparano e si pentono di cuore.


 

DAL MOMENTO CHE, se è vero quello che dico, NESSUNO ad oggi HA COMPRESO ADELAIDE, nessuno, a parte me e Adelaide, può stare allegro. La Madonna mi ha messo in mano un potere ricattatorio (a fin di bene) tale da poter vincere tutti. Salvo non vogliate fare la fine di quelli che lei chiama “poveri peccatori”, io ho la vittoria in mano. Semplicemente basta che chi legge questo messaggio voglia rimediare coi fatti e andare in Paradiso. Voi..........?

Pubblicato il 15/9/2009 alle 8.52 nella rubrica Diario.

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