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PETIZIONE D'OGNISSANTI 2013

 


 

Dati personali

Tipo:

Signor

Cognome:

DA PRATO

Nome:

MARCO

Nazionalità:

italiana

Indirizzo postale:

VIA FRATELLI ROSSELLI 331 QUERCETA

codice postale:

55047

Città:

SERAVEZZA

Paese:

Italia


 

Dati sulla petizione

Nel caso in cui la commissione per le petizioni dichiarasse ricevibile la vostra petizione, siete d'accordo affinché quest'ultima venga trattata pubblicamente?

Autorizzate l'iscrizione del vostro nome in un registro pubblico, accessibile da Internet?


 

Titolo della vostra petizione:

"DEMOCRAZIA" valore culturale europeo e diritto irrinunciabile ai sensi art.20 e 21 della Dichiarazione Universale Diritti Umani di cui si chiede garanzia attraverso inserimento dei diritti dei citati art. 20 e 21 in norme della Unione e attraverso la adozione di provvedimenti verso lo stato ITALIA ove tale valore è nei fatti e in diritto reso inaccessibile al cittadino.

Ai sensi art. 6 del Trattato sul funzionamento della UE, l'Unione ha competenza diretta sulla cultura.

Ai sensi art 4 c.2 del Trattato sul funzionamento della UE, uno dei settori su cui l'Unione ha una competenza concorrente a quella degli stati membri riguarda lo “spazio di libertà, sicurezza e giustizia”.

Ed è in base a tali disposizioni e richiamando anche le “disposizioni di applicazione generale” di cui agli articoli 7, 8 e 10 del medesimo testo che viene proposta petizione, facendo preliminarmente presente che il TRATTATO DELL'UNIONE EUROPEA prevede:

Art.2) - L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze.....

Art.3) - .... L'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali....

Art.9) - L'Unione rispetta, in tutte le sue attività, il principio dell'uguaglianza dei cittadini, che beneficiano di uguale attenzione da parte delle sue istituzioni, organi e organismi..... Nonché riconoscimento dei diritti, libertà e principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali e adesione alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (art.6).

FATTO

In data 15/7/2002 la Camera dei Deputati italiana, arbitrariamente a giudizio del richiedente e senza alcun fondamento legale, autodeterminò la sua validità, pur non essendo composta a norma tassativamente prevista dall'art. 56 costituzione, in spregio ai più fondamentali principi del diritto e contravvenendo in modo chiaro e inequivocabile a un'altra delle disposizioni più tassative e importanti della Costituzione medesima (art.XVIII u.c.):”La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come legge da tutti i cittadini e dagli organi dello stato”. Fu quindi un parlamento non costituito a norma di legge (legittimo?) a emanare la legge elettorale italiana per il parlamento (L.270 del 21/12/2005), evidenziando scarso senso delle regole democratiche e disprezzo del diritto. La legge risultò infatti fin da subito palesemente illegittima anche ad autorevoli esperti, fatta in favore delle associazioni politiche, in odio ai cittadini singoli e alla democrazia, tanto che gli stessi autori ebbero a definirla “una porcata” e “porcellum” fu definita dal politologo Giovanni Sartori, uno dei massimi esperti a livello internazionale. Nonostante il passare degli anni, le proteste e le promesse, nessuna modifica è stata apportata. Anche l'ultima delle elezioni è stata effettuata con questa legge, ancora nei fatti premiale a coloro che ne furono autori e loro associazioni che possono così facilmente escludere dalla competizione politica gran parte dei cittadini. Ad ulteriore danno dei diritti democratici del sottoscritto e dei cittadini tutti, si profila oggi l'allontanamento dei soggetti di maggiore importanza elettorale, quali Berlusconi, Monti, Bersani, Grillo, costretti a lasciare mano libera a soggetti pressoché sconosciuti agli elettori, mai votati individualmente, che sono lì per opportunità concessa loro da pochi fattori di inserirsi nelle liste di candidati al seguito dei leader, magari pagando.

CIÒ CONFERMATO IN FATTO

Pare di rilevare al sottoscritto cittadino, oltre alle illegittimità sopra denunciate, un chiaro intento criminale dei partiti nei confronti suoi e dei cittadini tutti, inteso a limitare o negare i diritti di partecipazione alla vita politica del paese che sono a fondamento della democrazia, dello stato e della stessa Unione europea. La permanenza e l'uso ripetuto di regole elettorali così penalizzanti verso i cittadini e premianti verso le associazioni e lobbies di partito, mette in dubbio la legittimità stessa di quelle associazioni, chiamate partiti, evidentemente fatte con fine prioritario di fare prevalere le minoranze da loro rappresentate sul popolo tutto, in violazione dell'art.294 del codice penale, avendo messo in atto con DUPLICE inganno una legge che nei fatti impedisce in tutto o in parte l'esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme alla sua volontà. (art. 18 cost.: I cittadini hanno diritto di associarsi... per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.) Chiara inoltre sembrerebbe la mancanza di rispetto all'art.49 cost. : Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. I partiti italiani questo “metodo democratico” l'hanno evidentemente dimenticato da tempo, se non anche la fede democratica. Prevalgono infatti interessi di potere e anche di denaro tant'è che restano attribuiti ai partiti denari pubblici rinnegando la volontà popolare democraticamente espressa con referendum da 31 milioni di italiani nel 1993 (frequentemente alla ribalta e ormai sotto gli occhi del mondo anche sperperi ingiustificati e senza regole). Del ché consegue inoltre il disagio dei cittadini di non avere più riferimenti politici degni di considerazione, al punto di vedere spesso notevoli cali di votanti o effetti secondari quali l'azione di gruppi di disturbo, es. quello di Grillo, se non anche il rischio di violenze e rivolte civili, ad ulteriore deperimento di quegli spazi di libertà, sicurezza e giustizia che anche l'U. E. promette di assicurare ai propri cittadini.

PER I SUESPOSTI FATTI E CONSIDERAZIONI Il sottoscritto ritiene che non ci sia più in Italia alcun organo istituzionale legittimo ai sensi di costituzione; che l'Italia sia caso da prendere in considerazione in ambito UE poiché in nessuno stato democratico di diritto, in vigenza di una Costituzione universalmente riconosciuta quale è quella italiana, mai si sono verificati atti così gravi e palesemente commessi in violazione alle regole; che da un prossimo giudizio della Corte Costituzionale, già in programma a breve, risulterà evidente, insieme alla illegittimità della legge, anche la incapacità se non la criminalità di coloro che attraverso i cosiddetti partiti hanno agito in disprezzo delle normative; che sarebbe oltremodo penalizzante e irragionevole consentire di rimanere in carica a coloro che hanno dato prova di tali mancanze ed altrettanto irragionevole sarebbe lasciare fare a loro una nuova legge elettorale e organizzare, sempre loro, una nuova elezione.

RIMANENDO A DISPOSIZIONE ANCHE PER AUDIZIONE, CHIEDE In via prioritaria

1) che l'Unione Europea, attribuendo definizione e valore culturale al termine “democrazia”, garantisca con precisione ai cittadini europei, con proprie normative, i diritti di partecipazione politica fissati dagli articoli 20 e 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, non culturalmente recepiti dalle attuali normative, ma fondamentali per la realizzazione e la definizione stessa di “democrazia”;

2) di riconoscere l'illegittimità dei mandati e invalidare quindi le autorità dello stato italiano, confermando quanto prima il sottoscritto, in qualità di professionista europeo iscritto in albo dottori commercialisti e abilitato alla rappresentanza di società ed enti, quale rappresentante unico provvisorio dello stato italiano con veste di “commissario speciale”, stante la mancanza di rappresentanti legittimi e muniti di regolare mandato;

In via subordinata di intervenire comunque e di adottare misure idonee e rispondenti alla gravità dei fatti sopra illustrati e della situazione politica venutasi a creare, ribadendo che in uno stato di diritto, si deve rispettare il diritto, per cui la amministrazione o si affida a cittadini regolarmente eletti e quindi con mandato legittimo o, in mancanza, tutti i cittadini hanno pari poteri e diritti. Certamente quello che da parte vostra sarebbe offensivo per me, cittadino europeo oltreché italiano, onesto fino a prova contraria, trascurare la legge e i principi richiamati in questa petizione per dare piuttosto ascolto a un parlamento, abusivo ai sensi di legge, o a rappresentanti con mandato illegittimo e ottenuto con inganno. Con osservanza.


 

Pubblicato il 4/11/2013 alle 7.48 nella rubrica Diario.

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